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Piacenza. Un brutale pestaggio quello ai danni del brigadiere capo dell’Arma Luca Belvedere avvenuto nel corteo antifascista del 10 febbraio scorso

Immagini che nessuno certamente avrà scordato. Era pomeriggio quel giorno in via Sant’Antonino a Piacenza.

Lo scorso 15 maggio il giudice Gianandrea Bussi aveva accolto la richiesta del Comune di costituirsi parte civile, mentre il 24 luglio in aula erano stati ascoltati diversi testimoni,

tra dirigenti della questura e ufficiali dei carabinieri impegnati durante la manifestazione sul campo per la gestione dell’ordine pubblico.

Nell’udienza del 25 settembre invece, il Pm dopo la requisitoria, il pm ha chiesto una condanna di quattro anni e 6 mesi di reclusione per Luca Canti,

4 anni e 10 mesi per Giorgio Battagliola. In aula entrambi gli imputati con i rispettivi avvocati.

 

 

Il comune si è costituito parte civile chiedendo 50mila euro di danni di immagine per tutti e tre,

che se concessi, verranno destinati ad un fondo ad hoc per le attività di disabili adulti.

L’egiziano del Si Cobas, terzo imputato, aveva scelto il rito abbreviato ed era stato condannato a 4 anni e 8 mesi.

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