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Un’intera famiglia di tre persone è rimasta intossicata dal monossido di carbonio fuoriuscito da una caldaia malfunzionante a Piacenza d’Adige (Padova). Il capofamiglia è deceduto, la moglie Lorella Moscardo ed figlio Manuel sono stati portati in elisoccorso agli ospedali di Padova e Schiavonia. L’intervento è stato fatto dai carabinieri che sono stati allertati da altri famigliari. Nella casa è stata trovata la donna riversa a terra, mentre in una stanza c’era il figlio di 22 anni, anche lui svenuto. In un’altra camera c’era invece il marito della donna, un uomo sui 55 anni, privo di vita.

Tutti sono stati portati in ospedale, ma per l’uomo, Lauro Santato, non c’è stato più nulla da fare. I vigili del fuoco, sul posto, hanno rilevato monossido di carbonio in valori eccedenti alla norma, presumibilmente provocato dalla caldaia. Il ragazzo, 22 anni appena, è stato salvato per un soffio, il respiro era flebile e se gli uomini dell’Arma fossero intervenuti più tardi non si sa come sarebbe potuta finire questa triste storia. I militari gli hanno fatto il massaggio cardiaco e poi sono arrivati gli uomini del Suem 118, un’ambulanza e un elicottero da Padova.

Fondamentale dunque l’intervento dei Carabinieri, evidenziato in un appassionante articolo pubblicato da RovigoOggi.it di cui riportiamo un breve pezzo ma che potete consultare interamente sul sito

La foto pubblicata da RovigoOggi.it

Seguendo quanto appreso durante l’addestramento alla Scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria durante la frequenza di uno degli ultimi corsi di primo soccorso, un carabiniere, dopo aver liberato le vie aeree al giovane, ha iniziato a praticare un massaggio cardiaco, attività che è durata, senza interruzione, per almeno cinque minuti fino a quando si è accorto che il cuore aveva ripreso a battere. Nel frattempo, tenendolo continuamente monitorato mentre l’altro militare provvedeva ad arieggiare i locali dopo averlo raggiunto, attendeva l’arrivo dei soccorsi curando il fatto che il ragazzo mantenesse costantemente le vie aeree prive da ostruzioni in grado di ostacolare la respirazione. Una volta stabilizzato dai sanitari, Manuel partiva con l’autolettiga alla volta dell’ospedale di Monselice, mentre la madre veniva trasferita, con l’eliambulanza, all’ospedale di Padova.”

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