Carabiniere ucciso, nei servizi in borghese gli agenti sono “costretti” a girare disarmati: questa foto dimostra perchè

Continuano le indagini sull’omicidio di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei carabinieri ucciso il 26 luglio a Roma. Molti sono i dubbi su quanto accaduto quella notte e gli ultimi dettagli emersi non danno risposte chiare. Andrea Varriale, collega di Cerciello, ha ammesso che i due erano in borghese, in bermuda, disarmati e senza tesserino.

Come prevedibile sono stati numerosi i commenti stupiti sui social.

Secondo quanto riporta Open, Varriale avrebbe ammesso al procutratore: “Anche la mia pistola era nell’armadietto. Eravamo in borghese con bermuda e maglietta, l’arma si sarebbe vista”.

I due non sarebbero stati neanche in possesso delle manette. Da quanto sta emergendo, Cerciello indossava solamente un marsupio in cui c’erano chiavi, una banconota, alcune monete e delle carte da gioco.

Il problema dell’arma in evidenza sotto i vestiti è ben nota da anni e purtroppo, questa volta, a farne le spese con la vita è stato un Carabiniere. Il motivo, se non bastasse la spiegazione di Varriale, è spiegato bene nella foto che ritrae un poliziotto in servizio in un’altra città d’Italia e che pubblichiamo di seguito. Come si può notare, l’arma è ben visibile

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate

Potrebbero interessarti anche