Carabiniere ucciso, la dichiarazione di Zingaretti “Scalfarotto a Regina Coeli non a nome del PD”

LA REPLICA DI SCALFAROTTO

“Perché Zingaretti e Fiano prendono le distanze?”, spiega Scalfarotto. Bisogna chiederlo a loro. Io auspico che la mia comunità politica stia sempre dalla parte dello stato di diritto. Non è che se lo Stato diventa meno democratico, diventiamo più solidali con le vittime dei reati, se passa questa logica è finita”.

“Sono andato a fare una ispezione, non una visita. Non provo nessuna simpatia nè alcuna forma di solidarietà umana nei confronti dei due indagati: zero. Però sono andato a verificare se la Repubblica Italiana è ancora quella di Cesare Beccaria”.

La notizia che io sono andato a fare questa ispezione è stata resa pubblica ieri mattina sulla Stampa, il clamore è scoppiato solo quando il ministro dell’Interno Matteo Salvini mi ha attaccato su Facebook in tardissima serata. Fin quando non sono stato additato alle squadre punitive social di Salvini non c’è stato alcun clamore e nessuno mi ha contestato nulla. Nella giornata di ieri nessuno nel partito, nel gruppo, ha sollevato il problema che, ripeto, è consistito a mio giudizio non nel fatto che ho svolto una ispezione, ma nella reazione di Salvini”.

“Il pensiero principale – dichiara Scalfarotto a Repubblica – è il dolore, la solidarietà, la costernazione per quel che è successo”. “Però – aggiunge – viviamo in Paese in cui lo stato di diritto lentamente, ma inesorabilmente, sta evaporando. Abbiamo sdoganato il fatto che le persone possano annegare in mare. Che possano restare su una nave per settimane senza poter sbarcare in un porto. Salvini, poi, ha rilanciato il tweet con il ragazzo bendato. Nel momento in cui diamo per scontato che questi disvalori facciano parte della cultura dominante, facciamo un grave errore perché su questi temi questa forma di discesa lenta verso la sparizione dei principi dello stato di diritto va arrestata.

Anche il criminale piu efferato secondo l’articolo 27 non può essere soggetto a trattamenti inumani. Sono uscito dall’ispezione sostenendo che la Repubblica Italiana gode di ottima salute perché la Polizia Penitenziaria sta svolgendo il suo lavoro con grande professionalità. Dopodiché, se succede un fatto come quello di una persona nelle mani dello Stato fotografata in quella situazione bisogna reagire.

Prendo atto che l’Arma abbia stigmatizzato l’episodio, ma il ministro dell’Interno l’ha avallato rilanciato la foto il tweet ‘ma vi sembra una foto shock?’. Se il titolare del Viminale si comporta così, allora io mi schiero dalla parte dello Stato di diritto. Sarà impopolare o inopportuno, ma la difesa dello stato di diritto non può essere messa da parte per ragioni di opportunità. Perché una volta che lo fai, poi non torni più indietro”

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