Carabinieri arrestati: “hanno disonorato la divisa, l’Arma ma non se lo merita e neanche la città di Piacenza”

La caserma sequestrata e militari arrestati, alcuni in carcere altri ai domiciliari.

E’ un’inchiesta pesante, senza precedenti. I reati contestati vanno dallo spaccio, all’estorsione fino alla tortura.

Non solo, prima volta in Italia che si sequestra una caserma, la Levante di via Caccialupo, nel centro di Piacenza. L’indagine della Procura della Repubblica con Guardia di finanza e polizia locale.

“Per noi è come un colpo al cuore – ha detto il comandante provinciale di Piacenza Massimo Savo – Da parte nostra c’è totale disponibilità a collaborare per fare piena luce sui fatti. Penso all’amarezza dei tanti miei uomini dediti con onestà e generosità al loro lavoro”

La nota ufficiale dell’Arma dei Carabinieri

“Immediatamente disposta la sospensione dall’impiego nei confronti dei destinatari del provvedimento giudiziario, nonché la contestuale valutazione amministrativa dei fatti per adottare, con urgenza, rigorosi provvedimenti disciplinari a loro carico.
L’Arma conferma totale sostegno all’autorità giudiziaria. I gravissimi episodi oggetto di indagine siano ulteriormente aggravati dall’incommensurabile discredito che gettano sull’impegno quotidianamente assicurato dai carabinieri al servizio dei cittadini e a tutela della legalità”
è la nota dell’Arma.

La Procura

“reati al pari di criminali” spiega la procura “hanno disonorato la divisa” ha detto la pm Grazia Pradella nel corso della conferenza stampa.

Poi il ruolo di uno dei militari “È evidente che questo carabiniere che ha il grado di appuntato esercita un potere intimidatorio di tipo criminale non solo sui suoi colleghi ma anche su altri militari indagati non appartenenti alla stazione Levante”

“Abbiamo poi il rilascio di false attestazioni da parte del pubblico ufficiale finalizzata al trasporto dello stupefacente in periodo covid. Non se lo merita l’Arma ma non se lo merita neanche la città di Piacenza, la città stava contando i suoi morti e questo signore firma e controfirma un autocertificazione per permettere allo spacciatore di muoversi verso la Lombardia per procacciarsi lo stupefacente dicendo se ti fermano fai vedere che sei stato già controllato dai carabinieri della caserma e ci mette il timbro”

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