Carabinieri arrestati, Ministro della Difesa: “Fare chiarezza sulla catena di comando”

Piacenza. Sono oramai noti i fatti che hanno sconvolto la cittadina emiliana nelle scorse ore. Dieci Carabinieri finiti sotto indagine e una caserma sequestrata.

Il comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri, una volta avuto notizia dell’evento. ha immediatamente chiamato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, chiarendo la posizione di assoluta trasparenza e partecipazione dell’Arma alle dovute verifiche del caso.

Le parole del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini

“Sono loro il volto della legalità, e a ciascuno di loro esprimo la più profonda riconoscenza e vicinanza”, ha commento Lorenzo Guerini. E rispondendo ai giornalisti “Si tratta di accuse gravissime rispetto a episodi inauditi e inqualificabili. Il generale Nistri mi ha confermato di avere immediatamente assunto tutti i provvedimenti consentiti dalle norme vigenti nei confronti del personale coinvolto“.

Il Ministro ha chiesto di fare chiarezza sulla catena di comando “per capire come sia stato possibile che in tre anni nessuno sia accorto della malapianta in stile Gomorra che stava crescendo in quella stazione” si legge su Corriere.it.

E’ ora quindi da chiarire , al di là delle responsabilità penali, perché sopra di loro, nella scala gerarchica, non siano scattati campanelli d’allarme e “come sia stato possibile che un appuntato abitasse in una villa con piscina e avesse distribuito soldi su vari conti correnti senza destare sospetti

Le ‘tracce’

Dal Corriere della Sera. Ci sono frasi che gettano molte ombre, come ha spiegato il procuratore Grazia Pradella “Se lo possono permettere perché portano i risultati, portano un sacco di arresti l’anno… Ma perché? Perché c’hanno i ganci”. Per il giudice che ha ordinato gli arresti questa frase getta un’ombra sugli “ufficiali di grado superiore disposti a chiudere un occhio sulle intemperanze e sulle irregolarità compiute dai militari loro sottoposti”. E al Comando ci si chiede come mai non siano balzate agli occhi le statistiche sugli arresti compiuti da quella stazione, di gran lunga superiori a quelle degli altri presidi territoriali nella stessa zona.

Un’altra anomalia, su cui all’interno dell’istituzione si vuole e si deve fare chiarezza, sta nella mancata segnalazione ai suoi superiori dell’ufficiale da cui è partita l’inchiesta; ne ha parlato solo alla polizia municipale, nell’ambito di un’altra inchiesta

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