Un impegno pagato duramente e ancora non riconosciuto: Carabinieri contro la Shoah

“Gli avvenimenti dell’8 settembre sopraggiunsero di sorpresa provocando prima un senso di vivo disagio e poi una forte reazione in tutti noi che non volevamo a nessun costo abbandonare le popolazioni alle persecuzioni nazifasciste, giacché, abituati alla scuola della giustizia e della disciplina, ritenemmo ovvio rimanere ai nostri posti per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.”

Da Padova a Soncino: è stata inaugurata sabato 25 gennaio a Soncino, un borgo del Cremonese.

Da Padova a Soncino: inaugurata sabato 25 gennaio a Soncino, un borgo del Cremonese, “La scelta: Carabinieri contro la Shoah”, l’esposizione curata da Giuliano Pisani, vicepresidente del Comitato scientifico del Comune di Padova “Giardino dei Giusti del Mondo di Padova”, in collaborazione con Mariarosa Davi, Roberta Monetti e Giulia Simone.

La mostra, allestita nel 2019 a Palazzo Moroni, è stata voluta e richiesta dall’Associazione Pro loco e dal Museo della Stampa – Centro studi Stampatori Ebrei Soncino col patrocinio del Comune di Soncino nell’ambito delle iniziative promosse per la giornata della memoria 2020, per raccontare e far conoscere la storia del borgo durante l’occupazione nazista.

“La scelta: Carabinieri contro la Shoah” allestita nella sala Conferenze dell’ex Filanda Meroni messa a disposizione dall’Amministrazione comunale di Soncino e rimarrà aperta al pubblico fino al 9 febbraio.

L’esposizione è composta da trenta pannelli con foto e documentazione provenienti dall’archivio del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea CASREC di Padova, che attestano l’impegno dei Carabinieri anche per la salvezza degli ebrei. Esemplare la vicenda di Alberto Vasio, maggiore dei Carabinieri della legione di Padova, che è stato insignito del titolo di Giusto nel 2012 dal Comitato scientifico del Giardino dei Giusti del Mondo di Padova per aver salvato la famiglia di Renato Parenzo.

Un impegno silenzioso e rischiosissimo pagato duramente e ancora non adeguatamente riconosciuto. Accanto al sacrificio dei carabinieri direttamente combattenti nella Resistenza, l’Arma seppe dare in questo modo un contributo decisivo alla lotta di Liberazione.