Carabinieri Piacenza, legale dell’appuntato: “Foto con banconote? Una vincita”

Si difende Giacomo Falanga, uno dei Carabinieri coinvolti dalle indagini della procura di Piacenza sul caso delle violenze in caserma

Il Carabiniere si difende dalle accuse in merito alla fotografia diffusa sui giornali, quello dove lo si vede con i soldi in mano accanto a due spacciatori. Il Carabiniere ha spiegato trattarsi “una vincita al gratta e vinci 5 anni fa”.

Quanto al nigeriano pestato, si legge invece su fanpage: “nessuna violenza, una spacconata di Giuseppe Montella. È caduto durante l’inseguimento”. Il legale: “ha risposto a tutte le domande e ha fornito tutte le delucidazioni sugli episodi che lo riguardano. Lui ha un tenore di vita normalissimo e nessun indizio che lo colleghi alla droga. È molto provato”.

Secondo l’avvocato, Giacomo Falanga sarebbe estraneo a ogni addebito. La fotografia incriminata, spiega la difesa “non ha nulla a che vedere con Gomorra. Viene dai social, è del 2016, era su Facebook con tanto di commenti ed è il frutto di una vincita al gratta e vinci”.

I metodi e le accuse di tortura

Il Carabiniere spiega che i due colleghi coinvolti devono fare il “poliziotto buono e il poliziotto cattivo”, il legale nega le violenze e aggiunge. “Non si può condannare una persona per una battuta, le cose vanno contestualizzate”.

“Falanga è estraneo ad ogni violenza e alle ipotesi di spaccio – il nigeriano non è stato picchiato in sua presenza, è stata una spacconata di Montella dire che lo avevano massacrato di botte, in realtà è caduto durante l’inseguimento”.

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