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Nuova tegola sul carcere di Spini di Gardolo, ne parla il sito lavocedeltrntino.it

Prima la rivolta della casa circondariale di Spini di Gardolo, che ha messo a dura la struttura del carcere provocando milioni di euro di danni che pagheranno i contribuenti italiani, adesso la mensa che di fatto è chiusa perché nessun fornitore viene pagato e quindi nessuno si fida nemmeno più a consegnare gli alimenti.

Il pane fresco per esempio non si vede sui ripiani della mensa da un bel pezzo. Per questo alcuni agenti della Polizia Penitenziaria devono portarsi il pranzo da casa naturalmente a proprie spese. Sembra un film horror, ed invece è la situazione dentro il carcere di Trento che doveva essere un vero modello nel suo genere. Gli alimenti e le forniture che arrivano a singhiozzo ed in modo proporzionale ai pagamenti e i lavori da fare per ristrutturare una carcere devastato dopo l’ultima rivolta.

Una sequela di appalti e sub appalti vari che negli anni ha portato al fallimento di aziende che dovevano fornire la mensa del carcere (ce ne fosse solo una trentina) e dove nonostante l’incalzare dei sindacati il ministero della giustizia è rimasto assente e in silenzio.

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