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Non si placano le polemiche sulla conclusione del primo capitolo SeaWatch3 e soprattutto sul gesto sconsiderato tenuto nei confronti della Guardia di Finanza, che questa notte ha rischiato di dover piangere alcuni dei propri uomini impiegati sulla motovedetta che ha rischiato di rimanere schiacciata sotto le 600 tonnellate della nave della ONG.

Secondo i media, nel lungo confronto tra la comandante Carola Rackete e gli inquirenti, la prima avrebbe chiesto scusa ai militari.

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Carola Rackete, fanno sapere le agenzie, avrebbe chuiesto scusa ai finanzieri dopo l’arresto, ammettendo di aver, nel tentativo di attracco al porto, sbagliato manovra. La 31enne adesso si trova ai domiciliari nel centro di accoglienza dell’isola.

Dalle ore 3 alle 9 del mattino sarebbe stata trattenuta nell’ufficio del comandante. Le scuse, dicono le agenzie, sarebbero state anche confermate da fonti investigative: un atteggiamento definito “apprezzabile” dagli stessi.

“Siamo rimasti in caserma sei ore, si sono dette tante cose – ha spiegato l’avvocato Leonardo Marino all’agenzia AGI – Non posso confermare né smentire che la mia assistita abbia porto delle scuse. Può essere una notizia ma per la difesa è tecnicamente irrilevante”

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