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Reddito. A lungo sono stati lo spauracchio di tutti i contribuenti: l’acquisto di una casa o di un’auto, considerati come beni di lusso

hanno dato il “la” a numerosi accertamenti fiscali attuati mediante il redditometro.

Questo perché l’Agenzia delle Entrate ha sempre ritenuto tali beni rivelatori di capacità contributiva e, in buona sostanza, indici di ricchezza.

Ma non è più così: al contrario, quasi tutti i contribuenti dispongono di un tetto sotto cui dormire e di un mezzo di locomozione.

Per cui è giusto arrivare alla definitiva presa di coscienza che prima casa e auto non fanno più reddito. Lo ha chiarito la Commissione Tributaria Regionale della Toscana con una sentenza evolutiva [1] che, di certo, non passerà inosservata.

Al bando le ipocrisie e le visioni formalistiche: acquistare un’auto è ormai possibile con finanziamenti molto bassi e a tasso zero;

diventare proprietari di una casa è meno costoso di prenderla in affitto se si dispone di un capitale di partenza (spesso regalato dai genitori).

Così, come è impensabile procedere a un accertamento fiscale nei confronti di tutti coloro che hanno casa di proprietà, è altresì improbabile pensare che tutti costoro sono evasori fiscali.

Ovviamente ogni situazione deve essere valutata in modo critico e senza cadere in generalizzazioni. Una cosa è un appartamento, un’altra una villa.

Un mezzo modesto e vecchio non è equiparabile a un’auto di grossa cilindrata nuova di zecca.

Dunque, a influire sulla possibilità dell’accertamento fiscale di tipo sintetico (tramite, cioè, redditometro) è anche il valore del bene acquistato.

 

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