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Dopo il grave caso di Bologna, dove le forze dell’ordine hanno chiuso una casa di accoglienza per anziani in seguito ad una serie di abusi fisici e psichici sui pazienti, un nuovo grave caso è segnalato a Ravenna.

In seguito alla denunciate per maltrattamenti tre persone che avrebbero indotto, in una casa per anziani, un cliente ultranovantenne ospite della struttura a mangiare le proprie feci il Comune di Ravenna ha disposto la sospensione dell’attività.

L’episodio che ha fatto scattare l’indagine risale al 16 maggio.

Un 94enne, restio a lasciarsi pulire, è caduto vittima di due assistenti.

L’anziano per diverso tempo sarebbe stato privato dei pasti e, in una occasione, quella del 16 maggio appunto, a causa della sua refrattarietà all’igiene personale, costretto a mangiare i propri escrementi.

L’uomo si sarebbe poi sentito male. In pronto soccorso i medici avrebbero avvertito un odore sgradevole provenire dalla bocca del 94enne e iniziano gli esami di rito.

Il successivo giorno, sarebbe stata una terza dipendente della struttura a denunciare il fatto alle forze dell’ordine, oltre informare il titolare.

Secondo gli inquirenti però, che hanno dato il via alle indagini e seguito i sospetti per diversi giorni, sono diversi i maltrattamenti subiti dal 94enne nel corso del suo ricovero in struttura da parte delle due badanti.

Il 10 giugno gli agenti della Polizia Locale hanno notificato il provvedimento di sospensione dell’attività al titolare, scoprendo, inoltre, che gli ospiti della casa famiglia non sono 6, come previsto dalla legge, ma 8.

Orrore in casa di riposo, anziani abusati e picchiati: “Ci trattavano come maiali”

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