Caso Vannini, via all’appello bis, Federico Ciontoli: “Papà parlò di scherzo”

Nella giornata di oggi via al processo d’appello bis per l’omicidio di Marco Vannini.

“Mio padre diceva che Marco si era spaventato per uno scherzo, e io gli credetti perché non c’era nessuna ragione per non farlo”, ha spiegato Federico Ciontoli durante la prima udienza.

“È stato fino ad oggi ripetutamente detto, solo sulla base di supposizioni, e questo è presente addirittura in alcuni atti processuali, che anche a costo di far morire Marco io avrei nascosto quello che era successo. La verità è che io ho chiamato i soccorsi pensando che si trattasse di uno spavento, figuriamoci se non l’avrei fatto sapendo che era partito un proiettile”, afferma Federico Ciontoli .

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“Se avessi voluto nascondere qualcosa perché avrei chiamato subito l’ambulanza di mia spontanea volontà dicendo che Marco non respirava e perché avrei detto a mia madre che non mi credevano e di fare venire i soccorsi immediatamente? Vi prego: non cadete in simili suggestioni che sono totalmente contraddette dalla realtà”, ha spiegato dunque il ragazzo.

Il 7 febbraio, spiega un articolo di tgcom24, la I sezione della Cassazione aveva annullato la sentenza d’appello per la famiglia Ciontoli e disposto un nuovo processo. Gli ermellini avevano accolto la richiesta delle parti civili e del sostituto procuratore generale, affinché venisse rispettato l’iniziale impianto accusatorio in relazione alla morte di Marco.