Caso Maugeri, definitivo: Roberto Formigoni va in carcere

L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, accusato di corruzione nell’ambito della vicenda dei presunti fondi neri della Fondazione Maugeri di Pavia e dall’ospedale San Raffaele di Milano, è stato condannato a 5 anni e 10 mesi dalla Corte di Cassazione. Per effetto della cosiddetta legge ‘spazzacorrotti’, il reato di corruzione è stato inserito tra i cosiddetti reati ‘ostativi’ che impediscono di chiedere misure alternative al carcere. Per Roberto Formigoni, quindi, in base alla sentenza della Cassazione, si aprono le porte del carcere.

Il verdetto sarà a breve notificato alla Procura generale di Milano per l’esecuzione della sentenza. La procura generale di Milano emetterà quindi l’ordine di esecuzione. Non è escluso che lo stesso Formigoni si costituisca spontaneamente.

Ridotta la pena per il ‘Celeste’: per lui il tribunale di Milano, lo scorso 19 settembre, aveva infatti emesso in Appello una condanna a 7 anni e mezzo di carcere. I fatti al centro del processo risalgono al periodo tra il 1997 e il 2011, quando Formigoni era governatore. Secondo l’accusa, avrebbe fatto in modo, attraverso alcune delibere di Giunta, di favorire le due strutture sanitarie in cambio di favori personali, come le ormai famose vacanze in yacht con l’ex assessore alla Sanità Antonio Simone e il businessman Pierangelo Daccò. Questi ultimi sono usciti dal processo d’appello lo scorso anno, patteggiando la pena; per l’ex governatore, invece, la Procura ha respinto la richiesta.

LE REAZIONI – “Sono umanamente dispiaciuto per Roberto”. Lo dice all’Adnkronos Silvio Berlusconi, non nascondendo il proprio dispiacere per la sentenza di condanna pronunciata dalla Cassazione. Stesso commento per Maurizio Gasparri, presidente della Giunta per le autorizzazioni di Palazzo Madama, che aggiunge all’Adnkronos: “L’atteggiamento della magistratura è noto. Resta comunque l’azione del governo in Lombardia condotta da Formigoni ha raccolto tanti giudizi positivi”.

“Mi dispiace moltissimo, perché ricordo anche le tante cose buone che ha fatto per il sistema sanità in Lombardia”, il commento all’Adnkronos del senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa .

“La legge è uguale per tutti. E prima o poi arriva”, commenta il verdetto Antonio Di Pietro. “L’anomalia – osserva l’ex Pm di Mani Pulite parlando con l’Adnkronos – non sta nella sentenza di oggi ma è nelle tante sentenze che non arrivano in tempo a causa della prescrizione e degli intoppi che rallentano percorso della giustizia”.

“Mi dispiace molto per l’uomo e per la sua famiglia. E’ una sentenza, criticabile dall’imputato, come molte altre, ma va accettata”, il commento di Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari di Forza Italia all’Adnkronos. E all’Adnkronos parla anche Daniela Santanché: “L’ultima cosa che avrei pensato nella mia vita, da milanese e da lombarda – dice -, è di vedere un grande presidente come Formigoni in galera. Poi la giustizia è bene che faccia il suo corso”.

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