CASO REGENI: IL GENERALE MARIO MORI SOSPETTA DEI SERVIZI SEGRETI INGLESI

E lui, imperturbabile, risponde che “lui era sicuramente inconsapevole, ma che comunque queste tecniche sono proprie del servizio inglese”. Scoprire se ci sia una prova di quanto lui stesso afferma chiedendo “notizie agli inglesi” è compito, secondo Mori, del governo italiano che però, finora, forse non lo ha fatto.

Dal canto suo, il generale, pur non avendo riscontri, sembra credere che la tecnica di spionaggio sopra illustrata sia stata applicata anche nel caso dello studente di Cambridge.

E allora, continua Cruciani, “perché è morto secondo lei se era semplicemente uno studente?”.

E Mori: “Indubbiamente chi lo ha accolto là era coinvolto nell’attività di contro-intelligence, e addirittura il capo del sindacato libero degli ambulanti era in contatto con la polizia, la prova evidente”. Insomma, conclude il generale, “io penso che lo abbiano venduto” perché “chi lo ha mandato lì lo ha mandato nella bocca del leone e non poteva non saperlo la signora Abdel Rahman”.

Roma, 28 gennaio 2017

Massimo Martini