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M5S contro e Lega a favore: la maggioranza di governo, spiega oggi tgcom24, si ritrova spaccata sulla castrazione chimica, su cui martedì il Carroccio aveva fatto un passo indietro, ritirando un emendamento che avrebbe introdotto il trattamento terapeutico. E quando Fratelli d’Italia ha presentato un ordine del giorno sempre sulla castrazione chimica, Il governo, rappresentato dal sottosegretario Vittorio Ferraresi, si è rimesso al voto dell’Aula, che ha bocciato il testo. Testo che ha ricevuto 383 voti contrari dalle opposizioni di Forza Italia e Partito democratico, cui si è unito anche il Movimento 5 Stelle. Hanno votato a favore 126 deputati di FdI e Lega (tranne un esponente del Carroccio, Giuseppe Basini).

La disponibilità del governo sul tema – Come ha spiegato Tommaso Foti (Fratelli d’Italia), l’ordine del giorno presentato serviva a “confermare la disponibilità del governo ad affrontare il tema” sulla possibilità di subordinare a trattamenti terapeutici o farmacologici inibitori della libido la concessione della sospensione condizionale della pena in caso di condanna per reati sessuali. Secondo Andrea Colletti (M5s) “questo testo è palesemente in contrasto con la Costituzione e con le convenzioni internazionali firmate dall’Italia”.

Fonti Lega: “Voto M5s? Sconcertati” – “Siamo sconcertati e dispiaciuti dal voto Cinque stelle con il Pd e Forza Italia contro la castrazione chimica, una norma applicata in altri Paesi per limitare la violenza di pedofili e stupratori”. E’ quanto affermano fonti della Lega in riferimento all’ordine del giorno votato alla Camera.

D’Uva (M5s): “Non è nel contratto di governo” – Da parte di Francesco D’Uva, capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera, arriva un secco no alla castrazione chimica: “Apre una parentesi, uno spiraglio che può aprirsi alle pene corporali, una cosa che ci spaventa tanto. Non è nel contratto di governo”, ha detto.

Attualmente la castrazione chimica è praticata in alcuni Stati degli Usa (California, Florida, Georgia, Louisiana, Montana, Oregon, e Wisconsin) e nei seguenti Paesi europei: Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Estonia, Lituania, Polonia, Ungheria e Islanda). Essa inoltre è prevista in Argentina, Australia, Nuova Zelanda e Israele, mentre nello Stato Usa del Texas la castrazione è chirurgica, non chimica.

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