Condividi

“Sei un paraculo”, “sei debole”. Il rumore di pugni sui tavoli e sedie spostate. Bestemmie di ogni genere. “Se non imparate a fare i soldati vi uccido, vi distruggo”. Ci sono anche gli insulti omofobi. “Fai l’uomo, se hai i coglioni fai l’uomo, se sei una checca, lo dici e ti mando in visita all’ospedale. Si omm’ o ommemmerda”.

È la voce del colonnello Luigino Cerbo, comandante della caserma di Sommaruga di Catania 62° reggimento “Sicilia”, che si può ascoltare nei due audio pubblicati nella pagina Facebook del Sindacato Autonomo dei Militari (SAM). Il colonnello negli ultimi mesi aveva preso di mira gli uomini della prima compagnia, che hanno intrapreso le vie legali perché non sono stati riconosciuti loro i mesi di licenze mai usufruiti.

Originario di Pietramelara (Caserta), Cerbo ha frequentato il corso ‘Fermezza’ all’Accademia Militare di Modena, e terminato gli studi alla Scuola di applicazione dell’Esercito di Torino, laureandosi in Economia e Commercio. È stato vicedirettore della Rivista Militare dell’Esercito italiano, prima di essere promosso alla guida di uno dei più importanti reggimenti in ambito militare, con circa ottocento uomini e la possibilità di partecipare a missioni estere, come quelle in Libano.

Durante la sua gestione alla Sommaruga, Cerbo avrebbe impiegato molti dei suoi soldati nelle operazioni strade sicure, dislocate in Sicilia e Calabria. Il colonnello però non avrebbe consentito le rotazioni, violando la circolare interna che impone ai militari di smontare dalla missione al raggiungimento dei due mesi. In questo modo, i soldati hanno accumulato giorni di licenza, senza poter staccare dal servizio e ricongiungersi ai familiari.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteCarabiniere investito dal un treno a Caserta, il giudice: “Non è stata colpa del ladro”
Prossimo articoloNicola Minichini, uno dei poliziotti ingiustamente accusati nel caso Cucchi: “Dipinto come un mostro, rivoglio la mia dignità”