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ImmagineRoma, 7 settembre 2014 – Accusati di aver offeso la reputazione di alcuni ufficiali dei carabinieri impegnati a Palermo tra il 2001 e il 2006 in indagini sulla mafia, pubblicando notizie su presunte azioni messe in atto per evitare la cattura di Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, otto giornalisti rischiano ora il rinvio a giudizio per diffamazione. Insieme a loro sono imputati anche un avvocato e due carabinieri.

In particolare al primo, Giorgio Carta, si contesta di aver organizzato una conferenza nel maggio dello scorso anno rendendo pubbliche le accuse formulate dai carabinieri Saverio Masi e Salvatore Fiducia nei riguardi dei loro superiori che all”epoca erano in servizio presso il Nucleo investigativo di Palermo ed erano impegnati nella lotta alla mafia.

Anche se durante la conferenza stampa i loro nomi non furono fatti, gli ufficiali assistiti dall’avvocato Remo Pannain si sono riconosciuti nelle persone indicate dall”avvocato Carta e dai due carabinieri. Si tratta del colonnello Gianmarco Sottili e degli ufficiali Fabio Ottaviani, Michele Miulli e Stefano Sancricca che dopo aver presentato la denuncia si preparano ora a costituirsi parte civile.

Il gup del Tribunale di Roma Cinzia Parasporo deciderà il 15 ottobre prossimo sulle richieste di rinvio a giudizio fatte dal pubblico ministero Nicola Maiorano. Tra i giornalisti indagati Antonio Padellaro, direttore del “Fatto quotidiano” e Michele Santoro di “Servizio Pubblico”.

Fonte Blog Sicilia

D.E.

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