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(SOSTENITORI.INFO) Una volta era chiamato sesso debole, luogo comune largamente smentito dai numerosi esempi che abbiamo nella quotidianità in ogni lavoro ad ogni livello. Ma se il luogo comune è già stato smentito nel mondo del lavoro in generale, altrettanto (e soprattutto) è accaduto in Polizia dove oramai la presenza femminile è elevatissima.

Qualche mese fa appena ci si stupiva dell’apertura dei Reparti Mobili alle donne: una delle competenze, quella dell’ordine pubblico, più muscolari di tutta la Polizia di Stato (anche se nel mondo qualche eccezione l’abbiamo vista: in Colombia esistono le aliquote “antidisturbios” esclusivamente al femminile!)

Ancor prima, la Polizia aveva annunciato l’ammissione nel mitico NOCS (Nucelo Operativo Centrale di Sicurezza), le teste di cuoio, della prima donna – transitata nel settore dopo una lunga esperienza nelle Fiamme ORO – (LEGGI ANCHE: Polizia, il NOCS è (anche) donna: una poliziotta ha superato le durissime selezioni)

 

La prima donna del NOCS – Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza

E’ di questi giorni la notizia che la Polizia, da sempre la forza in campo più dinamica, ha sfatato un altro tabù: la prima donna a dirigere un Reparto Mobile! Notizia non nuovissima in realtà, dal momento che la dirigente ha esordito nel 2018.

Si tratta di Adriana Cammi, dallo scorso anno alla guida del Reparto Mobile di Cagliari. Laureata in Giurisprudenza con l’intenzione di fare uil magistrato, tenta prima il concorso in Polizia e da allora è amore: Prima il CAIP in Sardegna (il mitico centro di addestramento delle scorte), poi la Polizia Ferroviaria, poi l’upgsp (ufficio prevenzione generale della Questura) dove ha diretto le volanti, fino al gabinetto regionale della Polizia Scientifica e la PG in procura.

Adriana, oramai da 28 anni in Polizia, oggi è la prima dirigente alla guida di un Reparto Mobile, un evento che lascia stupito però solo chi non conosce la Polizia di Stato. Ma se per la “celere” è la prima volta (n.b. i reparti sono solo 15 in tutta Italia), la presenza femminile a livelli dirigenziali è oramai molto elevata: era dunque solo questione di tempo.

Il Questore di Oristano Giusy Stellino

Del resto la Polizia di Stato vanta presenza femminile dal 1981, quando dopo la smilitarizzazione e sindacalizzazione del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, la moderna Polizia di Stato inglobò il Corpo di Polizia Femminile istituito nel 1959 sotto la dirigenza generale di Giovanni Carcaterra (uno dei capi della Polizia più illuminati della storia del corpo) a supporto della stessa Polizia nelle operazioni a contatto con le donne. (LEGGI ANCHE: Polizia di Stato in lutto, addio ad Angela Burlando, la prima donna poliziotto dopo la riforma del 1981)

Adriana Cammi non è però la prima “novità” sarda. L’isola infatti può vantare un altro tabù sfatato: il primo Questore donna! Marzo 2019 è la volta del primo Questore donna: Giusy (Giuseppina Maria Rita) Stellino, 55 anni, già vicario a Nuoro, ha occupato il posto presso la sede di Oristano: “Un’emozione fortissima- commentò la stessa all’Ansa – noi dipendenti della Polizia di Stato lavoriamo tantissimo per questo risultato, averlo raggiunto per me è una grandissima soddisfazione”

 

Il Questore di Agrigento Rosa Maria Iraci

Altra “isolana” (ma in Sicilia) la 58enne Maria Rosa Iraci, anche lei dal Marzo 2019 dirige una Questura: quella di Agrigento. (LEGGI: Polizia. Giro di Questori, ad Agrigento la prima donna: si è insediata Rosa Maria Iraci)

E ancora: poco più di un mese fa, era stata protagonista della cronaca politica italiana Tea Mercoli, dirigente della Digos di Verona protagonista, suo malgrado, di un video virale apparso a ridosso al Congresso mondiale delle famiglie. La dirigente era infatti la poliziotta in borghese aggredita verbalmente mostrandole anche il sedere. “Stia al suo posto, mi sta sputando in faccia”, aveva replicato lei con una freddezza degna di nota.

“Alle donne che desiderano entrare in polizia – ha spiegato recentemente Adriana Cammi – consiglio di credere in se stesse e di essere convinte, come lo sono io, che non esistono reali motivi di discriminazione: quando sei una persona seria e ti piace quello che fai – ha poi concluso – viene da se”. (L.C. per SOSTENITORI.INFO)

Tea Mercoli, dirigente Digos di Verona
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