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Da giorni, anche grazie a un appello lanciato sul ‘Tempo’ dell’ex parlamentare Nunzia De Girolamo, si è tornato a parlare della proposta di legge per l’installazione di telecamere a circuito chiuso negli asili nido e nei centri per gli anziani.

Una misura prevista all’interno di una più ampia proposta di legge che prevede ‘norme per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale’.

Il testo è in esame da oltre tre anni.

Ed è stato approvato alla Camera il 23 ottobre dello scorso anno dopo che aveva avuto già un primo via libera a Montecitorio. “Per la seconda volta in due anni – diceva all’epoca la prima firmataria, l’azzurra Gabriella Giammanco – la Camera dei Deputati ha approvato la mia proposta di legge per l’introduzione della videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture per anziani e disabili”.

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