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E adesso che succede con il ddl Cirinnà? Se il Parlamento non trova un accordo, dice la senatrice Di Giorgi, è meglio stralciare l’adozione del figliastro. “La ‘stepchild adoption’ una volta applicata modificherebbe di fatto la disciplina delle adozioni in Italia. Inutile ostinarsi a negarlo. Il nostro dibattito mantiene coperta quella che sarà invece la realtà nei nostri Tribunali dei minori, ossia il fatto che in futuro un giudice – rifacendosi alla norma sulla stepchild adoption – per analogia potrà far adottare anche il figlio di terzi a una coppia omosessuale. In pratica uno stravolgimento di fatto della normativa vigente”. Insomma, dice la senatrice, “ci vuole chiarezza, altrimenti si alimentano la confusione e la poca trasparenza. Diciamo no alle mezze verità, come è successo ad esempio per il tema dell’utero in affitto. È stato detto che parlare di maternità surrogata fosse strumentale e fuori tema e poi si è dovuto ammettere che questo invece era un aspetto centrale della discussione. Anche le adozioni lo sono, come diciamo sin dall’inizio di questo dibattito”. Quindi l’invito “ad un’assunzione di responsabilità nei confronti degli Italiani anche su questo punto lasciato in ombra: un impianto così delicato come quello generale delle adozioni dei bambini, sarebbe cambiato in modo surrettizio, senza il necessario confronto parlamentare su un ddl ad hoc sulle adozioni”.

Roma, 17 febbraio 2016
fonte IlFoglio

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