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In queste ore circolano numerose dietrologie sulla più lieve celebrazione dei media nei confronti di uno dei protagonisti in positivo della tentata strage di San Donato Milanese che oramai tutti ben conosciamo. Eh si, perchè mentre a Che Tempo Che Fa vengono intervistati l’appuntato scelto Maurizio Atzori (che ha risposto alla telefonata) e il carabiniere scelto Aldo Alberto Leone, uno dei primi a intervenire assieme ai due più noti ragazzi Adam e Rami, su internet si moltiplicano teorie di ogni tipo sulla mancata presenza mediatica del loro amico e compagno Riccardo. Abbiamo deciso di non voler trasformare questa storia a lieto fine in una polemica, dunque non ci presteremo certo a supportare teorie del complotto. Vogliamo però riportare alcuni passaggi riguardanti il ruolo del piccolo Riccardo in tutta questa storia, raccontati dal sito HuffingtonPost

“Eravamo tutti terrorizzati perché lui ha vuotato le taniche di benzina lungo il corridoio, ci ha legati e ha sequestrato i telefoni per impedirci di chiedere aiuto”. Ricky, dodici anni, racconta così gli attimi di paura sul bus sequestrato e poi dato alle fiamme da Ousseynou Sy a San Donato. Sulle pagine de Il Corriere della Sera, il giovane racconta come sono riusciti a chiamare e chiedere aiuto:

“Un mio compagno, Rami, aveva nascosto il cellulare ha fatto le prime chiamate al 112. A un certo punto gli è caduto per terra, senza farmi vedere sono andato a raccoglierlo e l’ho passato ad Adam, dietro di me”. Ousseynou Sy aveva legato i polsi a tutti gli studenti presenti sul bus ma qualcosa non è andato secondo i suoi piani, come racconta Ricky: “Non erano legate bene, quindi sono riuscito a togliermele anche se facevano male”. Rami è stato il primo a chiamare il 112, Ricky si è fatto trovare pronto a cogliere l’occasione per recuperare il suo telefono caduto a terra mentre Adam è riuscito a chiamare i propri genitori e la polizia. Proprio Adam racconta le prime telefonate

Scrive il giornale WIRED a proposito dell’episodio: “è stato proprio Riccardo, il ragazzino biondo, in un’intervista rilasciata al Corriere: “Un mio compagno, Rami, aveva nascosto il cellulare, ha fatto le prime chiamate al 112” ricorda Ricky, divenuto suo malgrado l’eroe degli sciacalli su Twitter. “Ad un certo punto gli è caduto per terra, senza farmi vedere sono andato a raccoglierlo e l’ho passato ad Adam, dietro di me“.

Riccardo, insomma, ha giocato un ruolo fondamentale nella brutta storia a lieto fine svoltasi nell’autobus, ma le telefonate al 112 sono realmente state effettuate da Rahmi e Adam.”

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