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Conte non ha usato giri di parole nel bollare Salvini come “irresponsabile” per aver aperto una crisi solo per “interessi personali e di partito”. Un crescendo di accuse che arriva dopo mesi passati a dosare e mediare ogni parola.

Come noto, il premier, prima di dimettersi, nel suo discorso ga ripercorso i mesi del governo elencando tutti i problemi creati dal leader della Lega, ultimo appunto la decisione di aprire una crisi con il rischio che senza un nuovo esecutivo il Paese andrà in esercizio provvisorio e ci sarà l’aumento dell’Iva: “I comportamenti del ministro dell’Interno rivelano scarsa sensibilità istituzionale e una grave carenza di cultura costituzionale”.

“Hai macchiato 14 mesi di attività mettendo in dubbio anche quanto fatto dai tuoi ministri”. A un certo punto, il premier dimissionario è arrivato a definirsi “preoccupato” da chi “invoca piazze e pieni poteri”. L’affondo non si è fermato solo alla decisione di mettere fine all’esperienza giallo-verde ma tocca anche dossier delicati come il Russiagate. Conte gli ha imputa di non essere andato in Aula e di aver creato problemi allo stesso presidente del Consiglio.

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