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chiacchiereRoma, 9 dicembre 2012 – Dialogo immaginario tra due amici sul rinvio a giudizio di Vittorio Pisani, ex capo della squadra mobile di Napoli, per favoreggiamento e abuso d’ufficio.

«Hai letto il giornale, oggi? hanno avuto il coraggio di rinviare a giudizio Vittorio Pisani!».

«Quello che ha arrestato i boss della camorra Zagaria e Iovine? Non ci credo, mi stai prendendo in giro. Perfino il capo della polizia, Antonio Manganelli, e l’ex capo della procura napoletana, Giovandomenico Lepore, avevano espressero solidarietà all’uomo, al dotto’, al segugio… ed ora che fanno, lo processano?».

«La giustizia non guarda in faccia nessuno, lo sai.»

«E come no. Proprio a Napoli non guardò in faccia nemmeno Enzo Tortora. Lo sbatterono in galera, lo condannarono ingiustamente e solo dopo quattro anni lo riconobbero innocente.»

«Sì, ma alla fine la giustizia fece comunque il suo corso.»

«Hai ragione, la giustizia fece il suo corso. Tortora morì nemmeno un anno dopo la sua assoluzione, mentre i magistrati responsabili di quel terribile errore giudiziario non solo non vennero mai censurati dal Csm, ma fecero tutti carriera. Uno divenne presidente di Cassazione, un altro componente del Csm. Per quanto riguarda il rinvio a giudizio di Pisani, invece, non so se ridere o piangere.»

«Cosa stai dicendo? Ti rendi conto di chi lo accusa?».

«Certo, il pentito Salvatore Lo Russo, fratello di Giuseppe arrestato proprio da Pisani. Che caso, vero? Inoltre, da quanto affermano i giornali, non sarebbe stato rinviato a giudizio per aver commesso degli atti illeciti concreti e dimostrabili, ma per NON aver fatto qualcosa che secondo i pm avrebbe dovuto fare, nell’ambito dei suoi uffici, per ragioni di amicizia inopportune…del resto fino ad ora sappiamo solo questo altro non è trapelato quindi certezze non ce ne sono. Che dicono oggi i giornali?».

«Le maggiore testate nazionali riportano la notizia senza commento. Neppure i giornalisti che hanno consolidati contatti con gli ambienti giudiziari ed investigativi si sbilanciano nei giudizi: sono diffidenti e non sanno cosa pensare. Comunque bisogna avere fiducia nella giustizia…».

«Per il momento mi sembra una giustizia ad orologeria. L’indagine non è forse iniziata a fine giugno?».

«Credi qualcuno volesse ritardare la cattura di Zagaria?».

«Questo non lo so, ma le coicidenze sono ben strane…».

«Eppure anche il comune di Napoli si è costituito parte civile…»

«Evidentemente Giggino ‘a Manetta e l’ex pm, ora assessore, Giuseppe Narducci non sono molto dispiaciuti della vicenda.»

«Stai insinuando siano felici di essersi tolti di mezzo Vittorio Pisani?».

«Non oso nemmeno pensarlo. Però è certo che Pisani era un personaggio “scomodo”: non sapeva stare al suo posto, chiedeva costantemente più risorse, era troppo amato dai suoi uomini e dai suoi superiori. Hai notato che, quando arrestarono Zagaria, tutti inneggiavano il suo nome? E questo nonostante lo avessero già allontanato da Napoli, mandandolo in esilio a Roma. Ma per l’arresto di Zagaria Pisani era lì, in prima fila. Non aveva mollato, non aveva abbandonato i suoi uomini e – nonostante tutto – aveva comunque trovato il modo di guidarli al successo.»

«Certo, lo ricordo. Come pure ricordo in quanti sgomitarono per salire sul carro dei vincitori: politici, magistrati in pensione e romanzieri o copisti di successo. Ma tu, di tutto questo, che ne pensi?».

«Penso che questa vicenda assomigli a tante altre che abbiamo già visto. Da quella del generale Mario Mori, a quella del generale Giampaolo Ganzer, a quella del comandante Ultimo, ecc. Purtroppo in Italia si processano i servitori dello Stato, mentre troppo spesso i criminali vengono lasciati a piede libero o vengono addirittura eletti. “Ho visto cose che voi umani…”, ecco io ho visto di peggio: ho visto che fine fanno, in questo Paese, i servitori dello Stato.»
di Massimo Martini

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