Condividi

Nuovo messaggio-truffa su WhatsApp: da qualche giorno sull’applicazione di messaggistica è diventato virale un messaggio che invita gli utenti a non richiamare alcuni numeri con prefisso straniero. Nel messaggio si fa riferimento a chiamate provenienti dalla Tunisia, dal Kosovo e dalla Moldavia.

Come accade spesso in questi casi, si tratta di una bufala creata ad arte per creare allarmismo tra gli italiani. WhatsApp è uno strumento utilissimo, permette di stare in contatto con persone che vivono dall’altra parte del mondo senza spendere nemmeno un euro, ma può trasformarsi in un’applicazione molto pericolosa se usata per scopi criminosi. Oramai dovremo averci fatta l’abitudine con questa tipologia di messaggi, invece sono ancora tantissime le persone che leggono e li ri-condividono immediatamente all’interno dei gruppi WhatsApp. Il processo è identico a quello delle Catene di Sant’Antonio che oramai invadono giornalmente le chat di WhatsApp.

Il testo del messaggio è molto semplice: “Stanno arrivando chiamate a raffica da +216 (Tunisia) +373 (Kosovo) +383 (Moldavia). Fanno solo uno squillo. Se rispondi o richiami, ti parte automaticamente un abbonamento da 7€ alla settimana a siti di giochi da cui è quasi impossibile disdirlo. Fa’ girare.” Il messaggio è scritto in un italiano perfetto e questo aiuta a confondere le persone e a far pensare che sia reale. In realtà non è così. Oltre al fatto che nessun organo di sicurezza ha segnalato questo incremento di chiamate provenienti da prefissi stranieri, rispondere alle chiamate non comporta nessuna spesa per l’utente. Mentre ci potrebbero essere dei problemi se si decide di richiamare.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedentePerde il portafogli con seimila euro, il gesto dei Carabinieri: "Erano i suoi risparmi"
Prossimo articoloL'Italia che si rialza: a meno di due mesi dal disastro riaperto al traffico il ponte di Comeglians