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IL “LABORATORIO PALERMO”

In Italia pare di capire che il “laboratorio” per questo esperimento sarà la diocesi di Palermo, dove papa Bergoglio ha nominato arcivescovo il più “politico” e più “progressista” dei “preti di strada: don Corrado Lorefice. Che molti scherzosamente chiamano “il compagno” Mons. Lorefice.

Ricordatelo bene questo “dono” che papa Bergoglio ha fatto alla Chiesa nominandolo vescovo, e la cui nomina non a caso fu preannunciata sul settimanale “L’Espresso”: questo qui, ex prete di strada, farà della diocesi di Palermo il laboratorio della “Nuova Chiesa”, quella “che parte da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa” (dal libro del profeta Jovanotti).

Ecco infatti che, “stranamente”, è tra i primi in Italia che vogliono mettere in pratica quello che papa Bergoglio nega di aver mai detto nell’Amoris laetitia, cioè che il sacramento del matrimonio non è più tale, e che violarlo non è più quindi peccato mortale.
Altro che “dubia”, poveri cardinali… Ormai siamo alle certezze!

Guardiamo cosa c’è scritto nel sito della diocesi di Palermo:
Discernimento Ecclesiale per le coppie divorziate o conviventi

“Il Consiglio diocesano e il Consiglio presbiterale, stanno portando avanti il loro contributo di idee, al Documento predisposto dall’apposita Commissione nominata da mons. Corrado Lorefice, che ha elaborato i Criteri diocesani per il Discernimento ecclesiale delle coppie divorziate o conviventi.

La Commissione è composta da don Carmelo Torcivia, don Alerio Montalbano, don Fabrizio Fiorentino, don Vincenzo Talluto, don Lillo Dugo, don Antonio Mancuso, p. Carlo Aquino, la prof. Marida Nicolaci, la prof. Ina Siviglia e le coppie formate da Lia Mulia e Giuseppe Re e da Peppino Dell’Aria e Rosanna Imburgia.
Nella redazione del documento si è scelta una linea nella continuità del Magistero della Chiesa, facendo riferimento al primato della coscienza come previsto dall’Esortazione apostolica post-sinodale del Santo Padre Francesco “Amoris laetitia”.

«Nella mens di Papa Francesco questo è un documento pastorale – chiarisce mons. Corrado Lorefice – di una Chiesa che deve declinare i tempi che viviamo, nella consapevolezza che siamo tutti peccatori perdonati, accolti e ammessi gratuitamente alla mensa Eucaristica. Noi dobbiamo fare il nostro cammino certi del passo dell’oggi e maturare un itinerario penitenziale e di Fede».

Ad accompagnare le coppie nel perseguimento di un bene possibile come frutto della Grazia di Dio, saranno presbiteri, diaconi e operatori pastorali formati, partendo la presupposto che l’Eucaristia non è un punto di arrivo o un premio, ma rimane una realtà di dono. Diverso il discorso dell’esercizio della ministerialitá che deve portare ad un dialogo con chi presiede la comunità.
I due consessi stanno lavorando in piena comunione ecclesiale, così come richiesto dall’Arcivescovo al quale spetterà il discernimento conclusivo prima della pubblicazione, del Documento diocesano, prevista entro la prossima Pasqua e che detterà i criteri per tutta la Comunità diocesana”.

E guarda chi c’è tra i presbiteri “formati “Ad accompagnare le coppie nel perseguimento di un bene possibile come frutto della Grazia di Dio”?

È lui, o non è lui? CERTO CHE È LUI!

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