Chiuso stabilimento balneare, lavoratore positivo al coronavirus: contagiato dal coinquilino

La Asl Roma 3 ha disposto la chiusura di uno stabilimento balneare a Ostia. Lo ha comunicato in una nota  l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio, specificando che al momento si è in attesa delle verifiche sui contatti di un caso positivo di nazionalità bengalese. L’uomo era andato al pronto soccorso perché non si sentiva bene. Quando i medici gli hanno fatto il tampone, è risultato positivo al coronavirus. Il caso indice sarebbe un coinquilino del ragazzo (sempre proveniente dal Bangladesh), che ora è andato a Milano. La Asl Roma 3 ha avviato le procedure del contact tracing internazionale: il lavoratore positivo intanto è stato posto in isolamento, ed è partita l’indagine epidemiologica a partire dai dipendenti della struttura e dai contatti stretti dell’uomo. I clienti sono stati avvertiti, anche se l’uomo non lavorava a contatto con il pubblico, ma come lavapiatti all’interno del ristorante. Lo stabilimento in questione è ‘La Vela’ di Ostia: a quanto si apprende, appena saputo della positività del lavoratore, sarebbero stati proprio i gestori a decidere la chiusura di bar, ristorante e stabilimento in via precauzionale.

Nelle ultime 24 ore 14 positivi al coronavirus
Nelle ultime 24 ore sono quattordici le persone risultate positive al coronavirus. Di queste, tredici hanno un link d’importazione con l’estero: Bangladesh, India, Montenegro e Romania. Tutti paesi i cui voli sono già attenzionati dalle autorità sanitarie. “Nel Lazio abbiamo un rischio moderato, ma non bisogna abbassare il livello di attenzione – ha detto l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato – Nel weekend riaprono, dopo il lockdown, anche gli Ambufest gli ambulatori del sabato, la domenica, festivi e prefestivi dove è possibile effettuare anche visite pediatriche”. L’indice Rt nel Lazio è ancora superiore a 1 per i casi di importazione. Nonostante non sia ancora sotto la soglia di sicurezza, la situazione sarebbe sotto controllo da parte delle autorità sanitarie. “Bene l’attività di contact tracing, stabilmente sopra la soglia indicata dal Ministero della Salute – ha comunicato l’Unità di Crisi COVID-19 – e bene l’attività di testing con un tempo mediano tra data inizio sintomi e data della diagnosi pari a 48h”.