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Torna a far parlare di se Christian Gabriel Natale Hjort, accusato insieme a Finnegan Lee Elder, di concorso in omicidio per la morte del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega “In America c’è un sistema diverso e probabilmente non sarei stato in cella, sarei uscito su cauzione”.

Il giorno dopo, Calogero Roberto Piscitello direttore del personale dell’amministrazione penitenziaria la vede diversamente e difende le regole italiane: “Negli Stati Uniti è in vigore una poco condivisibile discriminazione fra chi ha soldi e chi no. In Italia la procedura della libertà su cauzione non esiste. D’altra parte i ragazzi accusati dell’omicidio del carabiniere avrebbero anche potuto capitare in un paese con meno garanzie del nostro”.

I due sono detenuti nel carcere di Regina Coeli “Natale Hjort non si è lamentato delle condizioni in cella, ci è sembrato invece molto incuriosito della nostra iniziativa. Avendo i genitori lontani, ci ha detto che li rivedrà probabilmente a settembre” ha detto all’Adnkronos Irene Testa, la tesoriera del Partito Radicale che assieme a Maurizio Turco e Maria Antonietta Farina Coscioni hanno avuto modo di parlare con i due giovani nell’ambito dell’iniziativa ‘Ferragosto in carcere’.

A regina coeli sono detenute circa mille persone, a fronte di una capienza di poco più di seicento: “Un carcere vecchio, fatiscente. Troppi detenuti e pochi agenti penitenziari. I detenuti in custodia cautelare superano il 31%. Va rivisto – evidenzia Testa- tutto il sistema, serve una vera riforma della Giustizia. Il carcere, d’altronde, non è che l’appendice di un assetto che non funziona”.

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