Critica il Partito, la Cina censura il suo massimo campione di calcio Hao Haidong. Sparito dalla memoria sportiva del paese

In un video, l’ex attaccante della nazionale di calcio invita i cinesi a “non farsi più calpestare dal Partito”, che deve essere “cacciato via dall’umanità”. Egli ha anche suggerito una forma di governo “federale” per la Cina. Scomparse tutte le notizie su di lui e sulla moglie, ex campionessa di badminton.

Pechino (AsiaNews) – Hao Haidong, una star del calcio degli anni ’90 e 2000, è stato cancellato in un attimo dalla storia del calcio in Cina. Il 50enne originario di Qingdao, che in passato ha giocato nella squadra dell’Esercito per la liberazione del popolo e almeno 100 volte nella nazionale cinese come attaccante, ha osato offendere il Partito comunista cinese e proposto per il suo Paese uno “Stato federale”.

Da due giorni, tutti i record di notizie e prodezze su di lui e su Weibo (il Twitter cinese) e sulle piattaforme sportive (come Sina Sports e Tencent Sports) sono scomparsi, insieme al suo stesso account. Due giorni fa, nel 31mo anniversario del massacro di Tiananmen, Hao ha diffuso un video sul canale Youtube di Guo Wengui (un miliardario fuggito dalla Cina negli Usa).

In una lunga intervista, ad un certo punto egli afferma: “Penso che il popolo cinese non debba più farsi calpestare dal Partito comunista cinese. Penso che questo Partito comunista debba essere cacciato via dall’umanità. Questa è la conclusione a cui sonno giunto dopo 50 anni di vita”.

Hao, che vive all’estero da diversi anni, era conosciuto in passato per essere un critico delle società di calcio, che trattano i giocatori “come dei numeri”, ma non aveva mai espresso giudizi di tipo politico.

In un altro video, apparso negli stessi giorni, egli presenta un “manifesto per la fondazione di una Federazione cinese”.

L’idea di unire la Cina in Stati federali è stata dibattuta prima della fondazione della Repubblica popolare cinese e perfino Mao Zedong, nel cercare alleati per combattere i giapponesi, l’aveva appoggiata.

Ma dopo la sua presa di potere, Mao ha dimenticato quell’idea e ha preferito governare il Paese con la dittatura del Partito unico.

Nel video del “manifesto federale”, Hao ricorda le “atrocità” compiute dal Partito, fra cui il massacro di Tiananmen e le responsabilità nella diffusione della pandemia. Egli denuncia pure la diffusa corruzione in tutti gli aspetti della vita sociale, anche nello sport.

Nel video, Hao appare vicino alla moglie (foto 2), Ye Zhaoying, ex campionessa di badminton degli anni ’90, in cui ella confessa di aver spinto il marito a “uscire fuori e dire la verità”. Anche notizie su di lei e il suo account sono spariti dai social.

fonte: ASIANEWS