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Venezia. Cinquant’anni di lavoro dalle tre di mattina: chiude il fornaio di San Stae

Oggi ultimo giorno di lavoro per Claudio, panificatore da una vita

Era oggi l’ultima giornata di lavoro per Claudio Favero, 67 anni, veneziano di via Garibaldi trapiantato a Mestre – lo storico panificatore veneziano  di San Stae. Dopo anni di attività, ben 50 – secondo quanto riporta il gazzettino – la sognata pensione.

Claudio, lavoratore dall’età di 17 anni, nel negozio della madre, in una Venezia completamente diversa.

“Oggi ti chiedono una sfogliata tagliata in due – confessa Claudio al Gazzettino – ma io non ho mai lavorato per i turisti. Faccio il pane artigianale, con i lieviti del giorno prima, la mia specialità sono le pizze e soprattutto la ciabatta polesane”

“Ci vogliono 22 ore di lavorazione. Una cosa che oggi non esiste più”. Più facile, più veloce, utilizzare prodotti chimici e che favoriscono la lievitazione veloce Perchè non c’è tempo da perdere.

“E soprattutto perchè è dura iniziare a lavorare alle 3 di mattina”

 

 

“Io l’ho fatto per quasi tutta la vita – prosegue Claudioha proseguito Claudio – 12 ore di lavoro in negozio, dalle 3 di mattina alle 3 di pomeriggio. Per fare il pane del giorno e per preparare l’impasto per la notte”

“Una fatica anche per mia moglie Lucia Rugoletto, che mi ha accompagnato in negozio per questi anni, che oggi pochi sono disposti a fare”

E ancora: “i giovani ti chiedono se si lavora la domenica, quanto si guadagna… Ma io ho imparato a fare il pane così e non mi sono mai posto queste domande. E così ho insegnato al ragazzo che lavorava con me dal 2006, Davide Pontini”.

Ed era pieno di bambini, ora ce ne saranno una ventina. Ho visto crescere due generazioni. Ma la città è cambiata”…

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