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La battagliera cattodem che non tollera il ministro delle Riforme, Napolitano perplesso per i “gattini e cagnolini”

cirinna

Di Giorgi contro Boschi. Le unioni civili poco c’entrano con quello che sta accadendo attorno a esse. Si prenda per esempio la battagliera Rosa Maria Di Giorgi, cattodem che ha dato del filo da torcere a Matteo Renzi e che ha aperto il varco all’incursione grillina. Lei è sempre stata una sostenitrice scatenata del presidente del Consiglio. E sul tema della stepchild adoption non ha mai avuto le idee molto chiare. Un giorno di qualche anno fa (la legislatura era cominciata da poco) ha firmato una proposta di legge presentata dal collega di partito e di corrente, Andrea Marcucci, che prevedeva un modello di adozione assai più esteso di quello contenuto nel testo di Monica Cirinnà. Nel giro di qualche mese dopo ha firmato una proposta presentata da Emma Fattorini (veltroniana, cattodem) che diceva esattamente l’opposto. E ora che è passato qualche anno sta conducendo questa battaglia perché è risentita (così, almeno, dicono a Palazzo Madama) con Matteo Renzi che l’ha trascurata (a suo modo di vedere) preferendole di gran lunga un’altra toscana, ossia il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. Pare proprio che la Di Giorgi non abbia in simpatia la bella esponente del governo, che, al contrario di lei, ha sempre avuto una linea molto chiara in materia di stepchild adoption: “Sì, per tutelare il bene dei bambini”.

La posizione Gotor. E con il tema delle unioni civili poco ha a che vedere l’appello che gli avversari interni di Matteo Renzi hanno firmato ieri per chiedere al Partito democratico di non tornare indietro sulla stepchild adoption. Miguel Gotor, che è uno dei promotori di questa iniziativa, il giorno del voltafaccia del Movimento cinque stelle sorrideva tutto contento e non sembrava essere molto preoccupato delle sorti del provvedimento. Anzi, con qualche compagno di partito criticava la gestione della faccenda. In altre parole: criticava Renzi. Ma non appena ha letto sui giornali di ieri mattina che il presidente del Consiglio non escludeva lo stralcio della stepchild adoption, ecco che Gotor è tornato a interessarsi delle sorti della legge sulle unioni civili. E così  adesso il premier si trova in una tenaglia: da una parte i cattodem e gli alleati centristi della maggioranza che chiedono lo stralcio delle adozioni per far passare velocemente (almeno a detta loro) la legge, dall’altra la minoranza che li invita ad andare avanti sulla linea originaria. E’ difficile dire che cosa tutto ciò abbia a che vedere con il merito della legge.

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