Condividi

E’ Claudio Severi a segnalare e contestare l’uso di burqa e niqab per le strade italiane. Siamo a Sassuolo e Severi è un consigliere comunale eletto con Forza Italia.

Numerose anche le segnalazioni di casi analoghi sui social. L’uso del Niqab è da sempre contestato, poichè nonostante la libertà di culto, in occidente risulta evidente come simbolo di sopraffazione della donna. Non solo.

Chi sostiene l’esistenza di un divieto (in realtà solo la Francia e il Belgio hanno legiferato in materia) fa riferimento all’articolo 5 della n. 152 del 1975: la cosiddetta “legge Reale” sull’ordine pubblico, legge modificata (con l’articolo 2 della legge n. 533).

La nuova formulazione dell’articolo recita quanto segue “È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo”.

Queste le parole del consigliere Claudio Severi

“In questi giorni per le strade di Sassuolo è stata segnalata numerose volte la presenza di alcune donne straniere indossanti il velo che oltre al corpo copre totalmente il viso lasciando scoperti solo gli occhi. Episodi che non possono e non devono essere sottovalutati.

Il Niqab, così come il Burqa, oltre a rappresentare un possibile problema di sicurezza non rendendo identificabile il viso, è uno degli emblemi dell’isolamento e della sottomissione culturale ed ideologica delle donne islamiche all’interno della nostra società. Sottomissione ovviamente incompatibile con i principi ed i valori della nostra costituzione”.

“Il Niqab, come il Burqa è simbolo di segregazione ed isolamento e come tali ostacolano l’integrazione. Nessuna donna che vive all’interno della nostra società deve essere costretta a circolare chiusa in prigioni di stoffa, che nascondono il proprio viso, la propria identità e la propria dignità di persona, e nessun cittadino deve essere obbligato a sentirsi insicuro perché non sa cosa e chi questi veli possano celare. E’ un messaggio chiaro e forte quello che chiediamo anche al Sindaco di ribadire, anche se il Niqab, a differenza di altre nazioni europee, non è espressamente vietato in Italia. Insieme all’invito ad intervenire in caso di segnalazioni di donne circolanti in città con il velo integrale. La lotta contro questi simboli della segregazione è prima che una battaglia per la sicurezza, una battaglia di civiltà e di libertà”.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedentePoliziotti pestati violentemente, l'ira dei colleghi: “che fine hanno fatto i taser?"
Prossimo articoloVa in caserma per l'obbligo di firma e deruba un Carabiniere ma il bottino è 'ridicolo'

Nessun commento

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.