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Trattati 800 pazienti in 5 anni. Le forme tumorali sottoposte ad adroterapia sono cordomi, condrosarcomi della base cranica, cancro a fegato, retto, pancreas e prostata. Solo lo scorso anno, sono stati 280 i pazienti italiani affetti da un tumore raro trattati in questo centro.

Al policlinico Gemelli nascerà un ambulatorio di adroterapia – è di soli un paio di giorni fa la notizia che la Fondazione del policlinico Agostino Gemelli e il Cnao di Pavia hanno firmato un accordo di collaborazione sull’adroterapia, la cui funzione è spiegata brevemente in questo articolo:. L’accordo è immediatamente operativo e già a giugno, presso il Gemelli aprirà un nuovo ambulatorio, denominato “Cnao-Gemelli Art” (Advanced radiation therapy), dedicato ai pazienti colpiti da queste forme di tumore particolarmente aggressive. I pazienti del centro-sud Italia – si legge in una nota – potranno quindi essere valutati e seguiti da un’equipe di medici esperti in radioterapia avanzata e adroterapia e beneficiare di questa innovativa terapia al Centro nazionale di adroterapia di Pavia. L’adroterapia è una forma avanzata di radioterapia che al posto dei raggi x utilizza fasci di protoni e ioni carbonio in grado di colpire il tumore con grande efficacia, con maggiore risparmio dei tessuti sani circostanti e – conclude il comunicato – una riduzione notevole degli effetti collaterali”

Ma di cosa si tratta e quale efficacia ha? Una percentuale di successo compresa tra il 70 e il 90% nel trattamento di varie forme di tumore radio resistenti o non operabili, effettuato attraverso tecniche innovative basate su fasci di protoni e ioni carbonio. Sono i risultati clinici raggiunti dal Cnao (Centro nazionale di adroterapia oncologica) di Pavia, ne parla un articolo di tgcom24: nel corso di 5 anni sono stati trattati 800 pazienti affetti da diverse patologie oncologiche, da cordomi e condrosarcomi della base cranica a cancro a fegato, retto, pancreas e prostata.

Entrato in attività nel settembre del 2011, il Cnao è l’unico centro italiano e il quinto nel mondo in grado di effettuare l’adroterapia sia con protoni che con ioni carbonio. Massima precisione e minimi effetti collaterali – L’adroterapia, pur considerando che il periodo di osservazione dei pazienti è ancora breve, si è rilevata capace fermare e contrastare i tumori con un’efficacia inedita. Grazie alla sua precisione e ai minimi effetti collaterali, Cnao sta già utilizzando questa terapia anche sui tumori pediatrici e la applicherà a breve ad altre patologie che toccano aree delicate come i melanomi oculari.

In Italia – scrive un articolo de Il Giorno – si stima che una diagnosi di tumore su quattro sia relativa a una neoplasia rara. Complessivamente ogni anno sono circa 89mila i nuovi casi attesi e, secondo l’Associazione italiana registri tumori (Airtum), i pazienti affetti da un tumore raro sono più giovani alla diagnosi.

Nel 2018 sono stati 280 i pazienti italiani affetti da un tumore raro trattati con adroterapia. I tumori rari fanno parte delle malattie rare, di cui oggi ricorre la giornata mondiale promossa da Eurordis, federazione che rappresenta 837 organizzazioni di malati in 70 Paesi. L’adroterapia, che utilizza fasci di protoni e ioni carbonio, viene usata per trattare questi tumori quando non sono operabili e resistono alla radioterapia ai raggi X: al Cnao, uno dei 6 centri al mondo a disporre dell’adroterapia con protoni e ioni carbonio, dal 2011 a oggi sono stati già trattati complessivamente 1.183 pazienti.

Purtroppo questa tecnica rivoluzionaria, seppur efficace in alcuni casi non può, per stessa ammissione del dott. Orecchia in una intervista a Repubblica.it, sostituire le terapie tradizionali:

può sostituire la radioterapia? “No, va usata solo in casi selezionati. Noi abbiamo trattato 500 pazienti e possiamo arrivare a circa 1.500 all’anno. Nel nostro Paese ci vorrebbero anche sei centri che usano solo i protoni e non anche gli ioni carbonio come Pavia. Per ora c’è solo quello di Trento. Si stima che dei 160mila pazienti che nel nostro Paese ogni anno fanno la radio solo tra gli 8 e i 10mila avrebbero benefici maggiori con l’adroterapia”.

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