“Colpire bimbi non è sbagliato”. Così l’Isis incita alla carneficina

“Colpire bimbi non è sbagliato”. Così l’Isis incita alla carneficina

 

Sconfitto sul campo, con sempre meno fondi e miliziani stranieri a disposizione, l’Isis ha sta cambiando strategia affidandosi alla Rete e ai suoi meandri, dai quali è più facile aizzare i potenziali terroristi e coordinare attacchi come quelli di Manchester.

Nasce il “Califfato virtuale”, il nuovo territorio virtuale dove si muove il terrore delle bandiere nere, che comporta un mutamento di strategia nella risposta. La possibilità di ammazzare anche bambini nelle azioni jihadiste viene, invece, teorizzata nel quinto numero di Rumiyah, la rivista promossa dai tagliagole dell’Isis.

Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco esplosivo alla Manchester Arena che la scorsa notte ha provocato 22 morti e almeno centosessanta feriti al concerto di Ariana Grande. In un comunicato diffuso su Telegram e attraverso i canali dell’agenzia Amaq, lo Stato islamico ha fatto sapere che “un soldato del Califfato” ha collocato “diversi pacchi bomba” in luoghi della città britannica dove si concentrano “i crociati”. Tra le vittime della furia islamista ci sono anche bambini come Saffie Rose Roussos che aveva appena otto anni. Un dramma nel dramma, insomma. In un articolo chiamato Collateral carnage, la rivista Rumiyah ha assicurato ai lupi solitari che “colpire un bambino non è sbagliato”.

Come fa notare anche l’Huffington Post, il magazine dello Stato islamico è diventato un punto di riferimento per le strategie e la propaganda del Califfato nel mondo. Ad oggi sono già usciti nove numeri. “Uno non dovrebbe addolorarsi – si legge nell’articolo – per l’uccisione collaterale di donne e bambini miscredenti, perché Allah ha detto: ‘Non addolorarti per i miscredenti’