Colpo della Guardia di Finanza: arrestati 15 rom, sequestrati beni per 725mila euro

In particolare, il sodalizio criminoso era dedito alla consumazione di reati contro il patrimonio (furti), collegati a operazioni fraudolente di cambio valuta, realizzati in più Stati attraverso la consegna di banconote contraffatte a fronte della sottrazione fraudolenta del danaro regolare. I reati contestati sono collegati sostanzialmente a un’attività di “cambio valuta fraudolenta”, ossia un sistema informale di trasferimento di valori denominata “Hawala” (in arabo “trasferimento”), basato su una rete di mediatori tramite i quali i capitali vengono esportati, da uno Stato all’altro, garantendo in tal modo l’anonimato delle parti, e sottraendo la transazione finanziaria effettuata a qualsiasi tracciabilità.

In tal modo i sodali – offrendo alle vittime, solitamente stranieri interessati a operazioni attive di trasferimento internazionale di fondi, euro in cambio di moneta estera, a un tasso di conversione favorevole – sottraevano alle vittime cospicue somme di denaro.

Per carpire la fiducia dei “clienti”, e perpetrare le proprie frodi, gli indagati erano soliti riceverli in sale meeting all’interno di alberghi di lusso, utilizzando arredamenti con doppio fondo e banconote false, dove inizialmente mostravano banconote autentiche, per poi sostituirle con quelle false al momento della consegna effettiva al cliente.

Durante alcuni servizi di osservazione svolti dai finanzieri, gli indagati sono stati notati indossare lussuosi vestiti, travestendosi anche da sceicchi, utilizzando spesso immobili lussuosi, presi in affitto, e dagli stessi definiti “castelli” per evidenziarne la sontuosità. Successivamente al cambio valuta, effettuato prevalentemente con banconote false, salutavano il cliente e dopo pochi metri si davano alla fuga confidando nel fatto che quest’ultimo si sarebbe accorto della sottrazione quando ormai il denaro “buono” era al sicuro.

Il Giorno