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Immagine25 gennaio 2015 – Sarà il vice primo ministro russo Serghiei Ivanov a rappresentare di Mosca. Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha confermato: “Non c’è stato un invito ufficiale” indirizzato al palazzo presidenziale, “ma una lettera del direttore del museo”. Parteciperanno oltre 300 superstiti del campo e i rappresentanti di 38 paesi, compresi Hollande, Poroshenko, per l’Italia Grasso e dagli Usa il segretario del Tesoro Jack Lew. Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa sovietica liberarono il campo di concentramento tedesco di Auschwitz, ad ovest di Cracovia, nel sud della Polonia. Mentre si avvicinavano, le SS iniziarono l’evacuazione. Circa 60 mila prigionieri furono costretti a marciare verso ovest, la maggior parte, per lo più ebrei, verso la città di Wodzislaw nella parte occidentale dell’Alta Slesia. Migliaia di persone furono uccise in fretta nei giorni precedenti, il più possibile. Durante la marcia della morte le SS spararono a quelli che, stremati, non potevano continuare a camminare. Gennaio, gelo, fame. Morirono in più di 15 mila. Quando entrò, settant’anni fa, l’esercito sovietico trovò e liberò oltre 7 mila sopravvissuti, malati e moribondi. Si stima che circa 1,3 milioni di persone siano state deportate ad Auschwitz tra il 1940 e il 1945. Di queste, almeno 1,1 milioni sono state assassinate. Nel 1996, il presidente tedesco Roman Herzog ha dichiarato la stessa data giornata nazionale della Memoria. Da allora la cerimonia di commemorazione si svolge ogni anno al Bundestag, dove i testimoni dell’Olocausto vengono invitati a parlare, i rappresentanti e i capi di Stato a rappresentare il mondo che non deve dimenticare. Per i 70 anni dalla liberazione di Auschwitz, la Russia non è stata formalmente invitata. Il presidente russo Vladimir Putin non si unirà agli altri leader mondiali. E’ l’ombra causata dalla sua posizione nel conflitto in Ucraina. Non è stato invitato, non formalmente.

Sarà invece il vice primo ministro russo Serghiei Ivanov a rappresentare di Mosca ad Auschwitz. Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha confermato. “Non c’è stato un invito ufficiale” indirizzato al palazzo presidenziale. “C’è stata una lettera del direttore del museo di Auschwitz, all’ambasciatore russo in Polonia, che annunciava la cerimonia e aggiungeva che se volevamo partecipare avremmo dovuto far sapere chi sarebbe andato”, ha aggiunto il ministro. “Un invito di questo genere non prevede una risposta obbligatoria”, ha insistito Lavrov. La cerimonia – ha dichiarato – “non figura sull’agenda del presidente russo”. Il mondo sta dimenticando, perché la Russia, qualsiasi sia la divisione politica attuale, fu la prima ad entrare tra quei campi di morte.

Auschwitz, Polonia, uno dei Paesi più critici nei confronti di Mosca sulla crisi Ucraina. Mosca dalla sua considera il gesto di Varsavia una mancanza di rispetto. Molti ebrei uccisi nell’Olocausto erano cittadini sovietici. “La vittoria sul nazismo dipese dall’impegno collettivo di molti Paesi, gli alleati in Occidente, ma anche l’esercito sovietico”, ha detto una fonte diplomatica, un alto livello della comunità ebraica europea, che ha parlato a condizione di anonimato. “La scelta di escludere un Paese per questioni politiche è una vergogna nei confronti dell’Olocausto e della giornata per non dimenticarlo”.

La Polonia non si sbilancia. Il ministero degli Esteri si è limitato a dire di non essere l’organizzatore della manifestazione, ma anche che nessun Paese è stato escluso dalla partecipazione. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha preso tempo nell’attesa che i rapporti diplomatici sciogliessero il nodo di una matassa irritabile. Ma è un periodo teso. Varsavia ha incitato gli altri membri dell’Unione Europea ad emettere sanzioni più severe nei confronti della Russia e spinto la Nato a una risposta più ferma. Mosca ha reagito vietando l’importazione di molti prodotti alimentari polacchi.
Gli inviti formali alle delegazioni estere sono stati inviati dall’Auschwitz-Birkenau State Museum e dall’International Auschwitz Council. Il governo polacco ha inviato solo una nota informativa. Non formale. La fonte, coinvolta nei negoziati, ha detto che la maggior parte dei Paesi, dopo aver ricevuto la nota informativa, hanno chiesto chiarimenti alla Polonia, per poi decidere di inviare ad Auschwitz delegazioni di alto livello, un capo di governo o capo di Stato, e in alcuni casi entrambi.

I partecipanti. Annunciando l’arrivo del vice premier russo, un portavoce del museo ha informato che alla manifestazione commemorativa parteciperanno oltre 300 superstiti del campo e i rappresentanti di 38 paesi, compresi i capi di Stato di Francia, Francois Hollande, di Germania, Joachim Gauck, dell’Ucraina, Petro Poroshenko, nonché della Polonia, Bronislaw Komorowski. Dagli Stati Uniti è atteso il segretario del Tesoro Jack Lew, e sono i attesi pure i reali di Belgio e Olanda. Per l’Italia sarà il Presidente del Senato Pietro Grasso nell’esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica a partecipare, mentre il sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto della Vedova rappresenterà il Governo alla cerimonia.

“Dobbiamo dirlo chiaramente: è l’ultimo anniversario significativo che possiamo commemorare con un gruppo numeroso di sopravvissuti. Per questo è così importante che i reali, i presidenti, i premier e i rappresentanti di rango delle istituzioni internazionali presenti a Birkenau in occasione della commemorazione ascoltino la voce degli ex prigionieri”, ha dichiarato Piotr Cywinski, il direttore del memoriale di Auschwitz.

Nella Repubblica Ceca, il presidente Milos Zeman, vicino alla posizione della Russia sull’Ucraina, ha invitato Putin a una più piccola commemorazione dell’Olocausto, prevista per lo stesso giorno dell’evento ad Auschwitz. La Federazione ceca delle Comunità Ebraiche ha però preso le distanze dall’invito. E Putin non andrà neanche lì.

Fonte: Repubblica.it (Katia Ricciardi)

E.R.

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