Vittime del dovere dimenticate: il Vice Questore Antonio Ammaturo e l’agente Paola, uccisi dalle BR e dalla Camorra

L’ASSASSINIO DEL COMMISSARIO ANTONIO AMMATURO
E DELL’AGENTE PASQUALE PAOLA

Napoli, 15 luglio 1982. Poco prima delle 17, a colpi di mitraglietta e di pistola, un
commando composto da quattro persone uccide a Napoli il capo della squadra mobile
Antonio Ammaturo. Nell’agguato, in piazza Nicola Amore, vicino alla Ferrovia,
viene assassinato anche l’agente Pasquale Paola, 32 anni, che era alla guida
dell’automobile, un’Alfasud, a bordo della quale Ammaturo stava recandosi in
questura. Nella sparatoria resta ferito un passante: Vincenzo Di Lorenzo.

Il commissario Antonio Ammaturo
Gli attentatori fuggono a bordo di una Fiat 128 che viene intercettata da due “falchi”,
due agenti in borghese in sella ad una motocicletta, che sparano contro l’auto in fuga
alcuni colpi di pistola. Uno degli occupanti dell’auto viene ferito. Nel corso
dell’inseguimento vengono feriti altri due passanti: Giuseppina Scarano e Luciano
Manzo. Quando i due “falchi” in moto cadono, i quattro a bordo della 128
abbandonano l’auto e fuggono a piedi tra i vicoli del centro storico.

Sulle prime si ipotizza un delitto di camorra. Ammaturo era infatti riuscito ad
infliggere duri colpi alla malavita organizzata ed in particolare ai gruppi camorristici,
quali la Nuova camorra e la Nuova famiglia. Ammaturo, inoltre, con i suoi
collaboratori aveva fatto irruzione nella villa di Ottaviano di proprietà di Raffaele
Cutolo, arrestando la sorella ed il figlio del boss ed alcuni suoi luogotenenti. Al
momento Ammaturo si stava occupando delle indagini sull’assassinio del
criminologo Aldo Semerari.

Nato 57 anni prima a Contrada, in provincia di Avellino, vicequestore, sposato e
padre di tre figlie, Ammaturo aveva diretto alcuni commissariati in Calabria, a
Cassino, a Giuliano e a Napoli, prima di essere chiamato alla squadra mobile.
Alle 19.50 una rivendicazione arriva alla cronaca del quotidiano Il Mattino. Una voce
di donna, senza inflessioni dialettali, dice: “Qui Brigate rosse. Un nucleo armato del
partito della guerriglia del proletariato metropolitano ha attaccato e annientato il boia
Ammaturo. Organizzare e diffondere la liberazione del proletariato prigioniero.
Seguirà comunicato”. Un’altra rivendicazione giunge alla redazione napoletana di
Paese sera. Alle 20.45 una rivendicazione dal contenuto simile arriva alla redazione
napoletana dell’agenzia Ansa.