Vittime del dovere dimenticate: il Vice Questore Antonio Ammaturo e l’agente Paola, uccisi dalle BR e dalla Camorra

Il comunicato è firmato: “Per il
comunismo Brigate rosse colonna di Napoli”. Ed è quindi attribuibile al Partito della
Guerriglia diretto da Giovanni Senzani, arrestato nel gennaio precedente.
Il 28 luglio la polizia conferma una voce diffusasi nei giorni precedenti: un
paramedico era stato sequestrato a Napoli e poi rilasciato a Roma dalle Brigate rosse.
L’uomo un tecnico radiologo del Cto (Centro traumatologico ortopedico) dei Colli
Aminei, Giuseppe La Greca, fu portato in un rifugio non ancora scoperto dagli
investigatori per curare tre brigatisti (Chiocchi, Manna e Scarabello) rimasti feriti
nella sparatoria. In particolare, Manna era stato colpito da un proiettile che, dopo
averlo ferito ad un fianco, era penetrato all’interno fino a raggiungere un polmone. Il
tecnico radiologo che, con un pretesto fu convocato ad un appuntamento, sottopose
ad esame radiologico il ferito, localizzando la posizione del proiettile. La Greca fu
costretto anche a prestare le prime cure ed a medicare gli altri due feriti (Chiocchi
colpito ad una gamba e Scarabello ad un gluteo). Fu quindi rilasciato tre giorni dopo
a Roma.

Il 18 agosto 1982 la polizia conferma di aver arrestato, quattro giorni dopo l’agguato,
tre persone. Sono tre giovani legati alla camorra. Spiccati altri sei mandati di cattura.
I nove camorristi avrebbero aiutato i brigatisti ad allontanarsi da Napoli. Il 30 agosto
dieci ordini di cattura vengono emessi contro altrettanti esponenti della colonna
napoletana delle Br: Vittorio bolognesi, 32 anni, ritenuto il capo militare della
colonna napoltana; Emilio Manna, 27; Stefano Scarabello, di 20; Vincenzo Stoccoro,
di 27; Marina Sarnelli, di 22; Assunta Griso, di 20; il marito Giovanni Planzio, di 27
e Annamaria Cotone, di 24, tutti napoletani; Antonio Chiocchi, 34 anni, di Avellino,
e Natalia Ligas, 24, di Bona (Sassari). Per tutti l’accusa è di partecipazione a banda
armata.

Il commando che ha agito in piazza Nicola Amore, stando alla polizia, era composto
da Chiocchi, (che era reduce da Torino dove invano aveva tentato di organizzare una
nuova colonna), Manna, Scarabello e Stoccoro, mentre Bolognesi aveva il compito di
coprire loro le spalle.

L’8 settembre 1982 nei pressi del carcere di Rebibbia a Roma viene dai carabinieri
arrestata Marina Sarnelli, napoletana, 22 anni.