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Traguardo storico per Giovanni Quarisa, che vanta il triplice “primato” di uomo più vecchio d’Europa, decano d’Italia – sostiene – e carabiniere più anziano vivente, che domani compirà 110 anni.

Quarisa è infatti nato il 24 agosto 1909 a Pieve del Grappa (Treviso) e attualmente vive con il suo storico badante a Bassano del Grappa (Vicenza) in una casa di sua proprietà. Proprio nella sua abitazione domani sarà festeggiato da parenti ed amici ma sono attesi anche alcuni vertici locali dei carabinieri e l’ex sindaco della cittadina del Grappa.

Numerosa la sua discendenza: due figlie (Vilma e Mirella, la più grande oggi ha 79 anni), quattro nipoti e dieci pronipoti, il più piccolo di 5 anni. A soli 20 anni, nel 1929, entrò nell’Arma dei Carabinieri, mentre nel 1941 partì per la Seconda Guerra Mondiale e per due anni fu prigioniero a Dubrovnik.

“Non ho mai arrestato nessuno nella mia vita, e non ho mai patito la fame, anche in tempo di guerra trovavo sempre patate, bucce o pane – racconta al Corriere del Veneto – anche quando ero stato deportato in Baviera e lavoravo in una fabbrica d’aerei un ufficiale della Luftwaffe a cui pulivo l’ufficio mi faceva trovare sempre un tozzo di pane”.

Dell’epoca della guerra, della prigionia, l’ultracentenario conserva ancora un diario, che avrebbe voluto riscrivere: pagine dolorose, che gli tolgono la parola, che gli segnano il viso di lacrime. E a chi gli chiede il segreto della sua longevità Quarisa risponde: “Mangiare poco e non arrabbiarsi, perché toglie anni di vita, mettere da parte i problemi e sorridere, fregarsene delle maldicenze e mandare a quel paese la gente quando serve”. Insomma, sano egoismo condito con un pizzico di leggerezza e giusta distanza. Ancor più chiara quando gli chiedi un consiglio per i più giovani: “Che facciano come vogliono”.

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