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PERUGIA – Era monitorato per radicalismo islamico e aveva pendente un provvedimento di espulsione dall’Italia ma l’uomo, un detenuto straniero ristretto nel carcere di Perugia Capanne di 32 anni con fine pena 2020, fruiva di semilibertà e ha fatto perdere le sue tracce.

“Tecnicamente si tratta di evasione, e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto”, spiega Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria

il Sappe Bonino giudica la condotta del detenuto “un evento irresponsabile e gravissimo, per il quale sono già in corso le operazioni di polizia dei nostri Agenti della Penitenziaria finalizzare a catturare l’evaso.

 

L'interno del carcere di capanne

 

Ma certo va fatta chiarezza sulla vicenda in sé, sulla mancata espulsione dell’Italia e sul fatto che un detenuto monitorato per radicalismo islamico fruisca di benefici penitenziari che gli consentono di uscire dal carcere”.

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