Lavorava come badante, condannata per terrorismo. Allontanata dai figli ed espulsa

E’ stata espulsa e rimandata in Marocco Salma Bencharki, moglie di Abderrahim Moutaharrik, il “pugile dell’Isis” arrestato a Valmadrera il 26 aprile 2016, condannato per terrorismo e attualmente in carcere.

La donna è stata rimpatriata dagli uomini della Polizia di Lecco, che hanno eseguito l’ordine di allontanamento per motivi di sicurezza dello Stato firmato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Lo riporta LeccoToday.

La cittadina marocchina è ritenuta parte, al pari del marito, dell’associazione con finalità terroristiche ed è per questo stata condannata.

A Moutaharrik, soprannominato il “pugile dell’Isis” perchè talentuoso atleta di kickboxing, che nelle intercettazioni parlava anche di un possibile attentato in Vaticano, è stata anche notificata la revoca della cittadinanza italiana assegnata nel 2015, come proposto dal Viminale al Quirinale qualche mese fa.

Secondo quanto riporta LeccoNotizie, la donna era entrata in carcere il 28 aprile del 2016, condannata a 3 anni e 4 mesi di pena (scontata rispetto ai 5 anni in primo grado), dal dicembre del 2017 Salma aveva potuto godere della misura alternativa degli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori a Primaluna.

A febbraio di quest’anno, con la sentenza di condanna diventata definitiva in Cassazione, la donna era stata riportata dietro le sbarre del Bassone a Como, ma le restavano da scontare solo una quindicina di giorni.