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dal sito FORZEARMATENEWS“L’odio violento e profondo che trasuda dalle poche atroci righe scritte in rete da Simona Patrizia Bonsi ci sciocca, ma non ci coglie di sorpresa. Sappiamo bene fin dove può arrivare l’astio di chi ci vede come bersagli da abbattere. Lo vediamo tanto spesso, purtroppo, nel corso di un lavoro che nessuno in realtà conosce né può anche solo immaginare. L’orrore, però, irrompe ogni volta dentro di noi quando ci scontriamo ancora una volta con la volontà di alcuni di vederci morti per il solo fatto di vestire la divisa. Il fatto che noi siamo avvezzi a tanta raccapricciante e concreta realtà, però, non la rende meno grave o meno pericolosa. Ed è importante, fondamentale, che si chiarisca questa cosa: il fatto che alcuni ci odino tanto e che ormai la cosa si possa manifestare nella convinzione di passarla liscia sempre e comunque non è affatto normale. Non è qualcosa cui abituarsi.

Non è qualcosa che si può tollerare perché di moda o perché è il segno dei tempi che cambiano. La volontà convinta e spesso operosa di vederci feriti o morti è esistita sempre, si è manifestata in tanti modi nel corso del tempo, a volte ammantata di contenuti politici e adesso, più semplicemente, espressione del più superficiale e implacabile bisogno di prendersela con qualcuno. Ma il risultato non cambia: siamo stati sempre e restiamo gravemente esposti a pericoli e azioni più o meno subdoli e manifesti che devono essere contrastati quali comportamenti illegali che sono. E, soprattutto, dobbiamo essere tutelati da tutto ciò, in ogni modo possibile. Ecco perché aspettiamo con ansia che Simona Patrizia Bonsi sia chiamata a rispondere legalmente del suo comportamento, e spenderemo ogni nostra energia per ottenere il riconoscimento delle ragioni di chi porta la divisa”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito del post choc comparso sul profilo su facebook di Simona Patrizia Bonsi dopo il crollo del cavalcavia cui sono miracolosamente scampati due Militari dell’Arma, mentre la loro auto è rimasta schiacciata dalle macerie. Sulla pagina fb si legge: “Volevo dare un consiglio ai carabinieri. In estate quando fa caldo fate i posti di blocco sotto ai ponti, si sa mai che arriva una gioia…” e il post termina con la scritta ACAB, acronimo di All Cops Are Bastard (nota espressione contro le Forze dell’Ordine).

“Non appena questa fine poetessa sarà chiamata in un’aula di tribunale – conclude Maccari -, noi saremo lì a costituirci parte civile con il sempre ottimo avvocato Eugenio Pini, che da sempre ben sa come tutelare in sede legale i diritti e gli interessi degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine certamente ancora una volta lesi profondamente da questo comportamento indegno”.

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