Consip, Renzi: “Grillo lasci stare mio padre. La verità arriva”

Resta alta la tensione politica sul caso dell’inchiesta Consip e mentre Alfredo Romeo si sfoga dal carcere: “Sono vittima di una strumentalizzazione”. Botta e risposta tra il leader M5s Beppe Grillo e l’ex premier Matteo Renzi che ieri ha detto che se suo padre fosse colpevole dovrebbe avere “condanna doppia”. Grillo va all’attacco: “Renzi rottama il padre”.

E la replica di Renzi non si fa attendere:  “Questo è mio padre. Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Beppe Grillo. Mostrati per quello che sei. Ma non ti permettere di parlare della relazione umana tra me e mio padre”. Lo scrive sul suo blog, in merito al caso Consip, l’ex premier Matteo Renzi rivolgendosi al leader M5S. “Caro Beppe Grillo ti scrivo”, è l’incipit della ‘lettera’ di Renzi. “Spero che un giorno ti possa vergognare – anche solo un po’ – per aver toccato un livello così basso”, scrive Renzi. “Vedremo che cosa accadrà. Mio padre ha reclamato con forza la sua innocenza, si è fatto interrogare rispondendo alle domande dei magistrati, ha attivato tutte le iniziative per dimostrare la sua estraneità ai fatti. Personalmente spero che quando arriverà la parola fine di questa vicenda ci sia la stessa attenzione mediatica che c’è oggi. La verità arriva, basta saperla attendere”.

Ma arriva anche la controreplica del leader M5s – “Si derottamano padri solo se la rottamazione è una gaffe comprovata, Matteo tu sei una gaffe esistenziale. Per una volta che leggo quello che dici non puoi prendetela con me. Fatti coraggio e rileggi a voce alta, magari ti aiuta”. Così Beppe Grillo, su Facebook, controreplica alla ‘lettera’ che dal suo blog Matteo Renzi gli ha indirizzato in merito alla vicenda Consip e alle frasi dell’ex premier di ieri in tv su suo padre Tiziano.

Orlando, Lotti ha tutto il diritto di restare  – “Rispetto l’opinione di Cuperlo ma ritengo che Lotti abbia tutto il diritto di stare al suo posto per una ragione molto semplice: l’avviso di garanzia che lo riguarda è precedente al Natale e quindi i fatti nuovi che stanno emergendo in questo momento sono cosa diversa rispetto a quell’avviso di garanzia”. Lo afferma il ministro della Giustizia Andrea Orlando a margine della conferenza stampa con Retedem.

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