Consip, Renzi: “Grillo lasci stare mio padre. La verità arriva”

Boccia, coinvolgere il gruppo Pd – “Caro Ettore, sono giorni complessi per ognuno di noi. Mai come in questo momento sarebbe opportuno mantenere la calma e rifarsi a principi e valori rigorosi che fanno del Pd quella comunità politica straordinaria a cui apparteniamo e che abbiamo il dovere di difendere. Ieri ho inaugurato l’anno formativo degli allievi della gdf e mi sono ritrovato, come altri deputati Dem in diversi contesti, a dover rispondere alla stampa sulla vicenda della mozione di sfiducia per Luca Lotti. Penso però che se si vuole fino in fondo sentire il sostegno della propria comunità è necessario rispettarla, coinvolgendola, non comunicando dall’alto decisioni assunte da pochi. Ritengo utile e necessario che il gruppo incontri Luca e si faccia spiegare una volta per tutte quali sono le sue ragioni”. E’ quanto scrive – secondo quanto si apprende – Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio al capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato.

Intanto Tiziano Renzi da Rignano sceglie di non parlare il giorno dopo l’interrogatorio. “Sono indagato, non posso dire niente”, dice dall’interno della sua abitazione a Rignano sull’Arno (Firenze). “Come sta?” chiedono i giornalisti al di la’ della porta a vetri che rimane chiusa. “Mi è venuta anche la tachicardia”, dice Tiziano Renzi salutando e allontanandosi dalla porta. Intanto il difensore del padre dell’ex premier ha fatto sapere di aver ricevuto l’incarico di svolgere indagini difensive nel cui ambito ascolterà l’ad di Consip Luigi Marroni.

Roma, 5 marzo 2017

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