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conteSente il richiamo del campo ed è comprensibile». Poche parole di Carlo Tavecchio, il presidente della Federcalcio, sono state sufficienti a chiudere l’era Conte. Il c.t., come ormai era chiaro da tempo, lascerà la panchina della Nazionale dopo l’Europeo francese e andrà al Chelsea, che è stato di Ranieri e Ancelotti, ma soprattutto di Mourinho. Ma l’annuncio del numero uno di Via Allegri riguarda solo l’area di sua competenza. Conte ha detto a Tavecchio che non guiderà gli azzurri sulla difficile strada del Mondiale 2018 in Russia, ma il trasferimento in Inghilterra diventerà ufficiale quando lo vorranno i Blues probabilmente a stretto giro di posta.

Chiarimenti

Al Consiglio Federale, in programma tra poche ore, Tavecchio sarà in grado di rispondere ai consiglieri dell’opposizione che chiederanno chiarimenti sulla vicenda. Il presidente chiarirà tempi, modi e filosofia per l’ingaggio del successore dell’ex bianconero. L’identikit del primo della lista, neppure questo ormai è un mistero, porta a Roberto Donadoni, in alternativa c’è Claudio Ranieri. Si tratta di profili giusti: serietà ed esperienza, considerando che il prossimo allenatore dovrà guidare l’Italia in un biennio complicato (nel girone di qualificazione ci sono Spagna, Albania e Israele e soltanto la prima è sicura di andare in Russia) e rappresentare la Federcalcio nelle varie sedi istituzionali. Ma siamo appena agli inizi. Tavecchio non ha fretta, non sente la pressione della Puma, che partecipa con 2 milioni di euro all’ingaggio del tecnico e lo vorrebbe di prima fascia e conta di risolvere la questione a primavera inoltrata, tra la fine di aprile e maggio. Da qui ad allora molte cose potrebbero cambiare e molti candidati affascinare la Federcalcio. Da Capello a Mazzarri, persino un clamoroso ritorno di Cesare Prandelli che Tavecchio stima. Però si partirà da Donadoni, impegnato con il Bologna di Saputo. Per questo la Federazione si muoverà con circospezione e senza complicare la vita ai rossoblù. Al tempo stesso bisognerà vedere quale sarà l’idea del tecnico che in Nazionale c’è già stato, con Abete e Albertini, per due anni, è affascinato dall’ipotesi di poter allenare il Milan ma non trascura l’ipotesi di rimanere dov’è.

Fonte: Il Corriere
15/3/2016

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