Coronavirus, terapia intensiva e reparti ospedalieri al collasso: “ricoverati centinaia di giovani”

Gira sulle chat Whatsapp, come spesso accade in questi casi, un audio allarmistico su “giovani intubati nelle terapie intensive”

Facciamo chiarezza. Il tutto sarebbe partito da un file audio che parla di “ventenni intubati”, attribuito a sanitari del Niguarda di Milano, ma proprio il Niguarda nelle scorse ore ha smentito il fatto.

Il problema degli assembramenti, però, non va sottovalutato. Sono numerose le notizie avute in queste ore infatti di luoghi di aggregazione presi d’assalto.

“A costo di essere detestato, dico che i locali e i punti di aggregazione vanno chiusi pure nelle regioni non ancora intensamente coinvolte dal problema». Per evitare che salga il numero (per ora basso) dei giovani contagiati dal coronavirus, Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Luigi Sacco di Milano, conferma la necessità dello stop alla movida in tutta Italia, così come ha deciso il governo ieri sera.

“Gli adolescenti si considerano immortali. Ma ci sono anche giovani in rianimazione — avverte Galli — con problemi decisamente seri. Trentenni e anche più giovani. Pochi casi, ma ci sono”.

I numeri

I pazienti giovani in terapia intensiva sono l’8%, cui va aggiunto il 33% tra 50 e 65 anni. «Quasi tutti stavano benissimo – dice l’assessore lombardo Gallera -. Quindi non è vero che vengono colpiti duramente soltanto gli anziani. Restate a casa».



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