Coronavirus “aumento abuso di alcol in quarantena tra il 180 e il 250%”

“È stato estimato un aumento del consumo di alcol che varia dal 180% al 250% e questo è stato rilevato in tutte le regioni italiane, compresa la nostra Liguria”, sottolinea Testino. Se da una parte le bevande alcoliche sono in assoluto di per sé dannose, dall’altra è scientificamente studiato che l’etanolo aumenti i recettori per il Covid.

E allora, la domanda al primario Dipendenze ed Epatologia Asl3 Policlinico San Martino nasce spontanea. “Ma quindi prof. un bicchiere di vino al giorno si può bere?”, gli chiediamo. Gianni Testino risponde: “Diciamo che una bevanda alcolica nelle nostre tradizioni, come il vino, senza esagerare, può essere considerato un rischio accettabile”.

La stima che parte direttamente dal reparto del dott. Testino è che aumenteranno i casi di consumo dannoso e di dipendenza vera e propria.

“L’alcol non aumenta le difese immunitarie, è esattamente il contrario, l’alcol non aiuta a disinfettare le nostre mucose, sono tutte fake news che hanno contribuito ad aumentare il consumo di bevande alcoliche in questo periodo di quarantena forzata”, spiega il primario. La solitudine? In sostanza, non si cura con l’alcol. “L’economia sarà contenta dell’aumento del mercato, ma non si può sottovalutare il danno psico-fisico e la salute dei nostri cittadini”, conclude Testino.

Fonte: Primocanale

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