Coronavirus, c’è il primo vaccino

È stato il primo Paese a toccare con mano il disastro della pandemia di Coronavirus. Adesso, è il primo ad avere un vaccino. Inizia oggi, in Cina, la somministrazione di un preparato artificiale studiato per contrastare l’infezione polmonare: sono i soldati dell’esercito della Repubblica popolare a sperimentarlo per primi. La terapia è a opera dell’azienda biotech CanSino; il candidato vaccino ha superato, bruciando le tappe, la fase 1 e 2 della sperimentazione e da oggi via alle iniezioni per un anno.

Lo ha annunciato la rivista scientifica The Lancet, che descrive il prodotto come sicuro e in grado di attivare una risposta immunitaria contro l’infezione da Sars-CoV2. Sgomberiamo però subito il campo dai dubbi: la somministrazione, in realtà, non è ancora la prova incontrovertibile che il vaccino funzioni. Come spiega oggi Repubblica in un articolo a firma di Elena Dusi, il vaccino non è ancora al 100%. Nel senso che è ritenuto efficace, in base ai risultati di fase uno e due già pubblicati da The Lancet, ma le iniezioni che saranno eseguite da oggi e fino al prossimo anno avranno il compito di fungere da ulteriore conferma della validità di questa terapia.

Una sorta di test ulteriore, in pratica, come si legge nella versione online del quotidiano diretto da Maurizio Molinari, il quale spiega che normalmente alla fase uno e due «dovrebbe seguire la fase tre: un’ulteriore prova condotta su migliaia di persone che permette di affinare i dosaggi, di valutare meglio gli effetti e di essere ancora più certi dell’assenza degli effetti collaterali. Molte aziende, di fronte alla pandemia, stanno saltando la fase tre, o la accorpano alla due. La decisione di usare il vaccino di CanSino su una coorte di migliaia di persone generalmente sane, come appunto i militari, può essere vista dal punto di vista medico come un’alternativa alla fase tre. Ma dal punto di vista geopolitico, il messaggio è ribaltato: i cinesi sono i primi nella gara».

Non sappiamo quanti sono i soldati cui il vaccino sarà iniettato: il loro numero non è stato reso noto per motivi di privacy commerciale. Sono otto i vaccini cinesi attualmente in corso di sperimentazione. Quello della CanSino, è basato sul cosiddetto «vettore virale»: nell’organismo viene iniettato un virus «buono» e inoffensivo, ma in grado di far capire alle cellule come costruire la proteina Spike, per far scatenare la risposta immunitaria.

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