Coronavirus: “chi ha sintomi ma esce di casa rischia l’accusa di omicidio doloso”

Con l’emergenza sanitaria non si scherza, neppure dal punto di vista penale. Le pene per chi viola le regole sono severe e non ammettono attenuanti.

Attestare falsamente di doversi spostare per motivi di salute, per esigenze lavorative o per altri stati di necessità integra il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale: la pena va da uno a sei anni di reclusione. È previsto l’arresto facoltativo in flagranza e la procedibilità è d’ufficio.

Ciò significa, spiega un articolo del Sole24Ore – che chiunque può segnalare i casi di cui venga a conoscenza e far scattare così automaticamente il procedimento penale.

I pubblici ufficiali hanno l’obbligo di denunciare i reati procedibili d’ufficio di cui vengano a conoscenza. Se non lo fanno rischiano l’imputazione per il reato di omessa denuncia, punito dall’articolo 361 del Codice penale.

Sono pubblici ufficiali, oltre alle forze di polizia e armate anche i vigili del fuoco e urbani, i magistrati nell’esercizio delle loro funzioni, i notai ma anche i medici ospedalieri. Tutti possono segnalare i casi sospetti e far attivare le verifiche.

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