Coronavirus, la conferenza stampa di Conte: “Confermate misure restrittive fino al 3 maggio”

Lockdown fino al 3 maggio. Poi si ripartirà gradualmente, con cautela. “Una decisione difficile, ma necessaria di cui mi assumo tutta la responsabilità politica”, ha detto il premier Conte in conferenza stampa. “Non possiamo vanificare gli sforzi fin qui compiuti – ha aggiunto il presidente del consiglio – rischieremmo di perdere tutti i risultati finora raggiunti, dovremmo ripartire da capo. Ora dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione”.

“La curva epidemiologica è incoraggiante”, ha spiegato il premier, ma allentare le misure in questo momento sarebbe troppo rischioso. “Si vanificherebbero gli sforzi”, ha affermato.

Sulle attività produttive ha continuato: “Non siamo in grado di ripartire a pieno regime. Se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni per riaprire, cercheremo di agire di conseguenza”. Qualche riapertura ci sarà: cartolibrerie, librerie, negozi per neonati e bambini. Riparte anche la silvicoltura e l’attività forestale. “Il lavoro per la fase 2 è già partito. Non possiamo aspettare che il virus scompaia del tutto dal nostro territorio”, ha continuato il premier. La fase 2 sarà affidata a un gruppo di esperti che “dialogherà con il comitato tecnico scientifico, in modo da avere la possibilità di modificare le logiche dell’organizzazione del lavoro sin qui consolidate”, ha continuato Conte. Come anticipato, alla guida della task force ci sarà il supermanager Vittorio Colao.

Poi il passaggio sull’Unione europea. “Serviranno 1500 miliardi di euro”, ha detto il presidente del Consiglio. Delle misure dell’Eurogruppo dice: “Sono un primo passo verso una risposta europea. Gualtieri ieri ha fatto un gran lavoro. Ma è un primo passo che l’Italia, e su questo siamo pienamente d’accordo con Gualtieri, giudica ancora insufficiente”. E ancora: “Serve ambizione. La principale battaglia è un fondo da finanziare con una vera e propria condivisione economica dello sforzo, come ad esempio gli Eurobond. Serve una potenza di fuoco proporzionata alle risorse di un’economia di guerra e deve essere disponibile subito. Condurremo fino in fondo la nostra battaglia”.

fonte: Huffingtonpost